Torelli Files: Operazione Alba - Durazzo 1993

Fra le mie esperienze aeronautiche l'Operazione Alba, fu sicuramente quella che mi permise di toccare con mano una realta' sconosciuta a tutti, un mondo a parte vicino ai nostri confini, dove il tempo si e' fermato per lunghissimi , interminabili, terribili anni nel nome di una ideologia che un dittatore spietato ha mantenuto e comandato incondizionatamente. L'Albania dell' Operazione Alba a quel tempo e come la vidi io era "il medioevo" e non basterebbero pagine e pagine per spiegare cosa era per cui con l'aiuto di Vikipedia, riassumo brevemente la storia della missione

La missione della Forza Multinazionale di Protezione in Albania venne avviata ad iniziativa dell'Italia dopo la grave crisi sociale che in Albania aveva fatto seguito al collasso delle finanziarie piramidali. Un primo intervento militare era stato condotto in ordine sparso da diversi Paesi europei, con lo scopo di esfiltrare dal territorio albanese in subbuglio i connazionali che vi risiedevano a vario titolo. Alba, tuttavia, fu qualcosa di più. L'Italia vi si risolse soprattutto per frenare il flusso migratorio che dalle coste albanesi si dirigeva verso quelle della Puglia e minacciava di raggiungere dimensioni allarmanti. Concorse a precipitarne l'avvio anche il grave incidente occorso in mare aperto alla motonave Kader-i Radesh, che affondò il giorno di venerdì santo del 1997 nel canale d'Otranto in seguito all'impatto con la corvetta Sibilla. Nel naufragio perirono diverse decine di profughi. Prevedendosi la possibilità di dover far ricorso alla forza per ristabilire l'ordine in Albania, la diplomazia italiana ebbe cura di acquisire un mandato Onu, il sostegno dell'Osce e la partecipazione di un certo numero di alleati. Fra questi, un ruolo di spicco lo avrebbero avuto i francesi. La missione Alba si giovò di uno steering committee politico, basato a Roma, ed una direzione politico-militare, di cui si fece carico la Difesa italiana.

L'intervento, per quanto osteggiato segretamente da alcuni Paesi europei come la Germania, probabilmente per ostacolare il presunto tentativo dell'Italia di rafforzare una sua sfera d'influenza nei Balcani meridionali, si risolse in un completo successo. L'Albania sarebbe stata stabilizzata ed avrebbe cessato di essere la sorgente di un flusso di migranti clandestini verso l'Italia, anche in virtù dello stabilimento di presidi della Guardia Costiera e della GdF sulle coste albanesi. Per qualche tempo, l'Italia esercitò effettivamente una significativa influenza a Tirana, venendo però rapidamente sostituita in questa posizione dagli Stati Uniti. Vi furono comunque incidenti ed infortuni, uno dei quali coinvolse l'incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto, incagliatosi sottocosta e fortunosamente recuperato alla navigazione dall'alta marea, quando già si era iniziato a pianificare lo sbarco dei sistemi d'arma e l'abbandono della piattaforma. Una difficoltà politica con il partito di Rifondazione Comunista costrinse il Governo Prodi ad autorizzare l'intervento militare con il supporto dei principali partiti d'opposizione: Forza Italia ed Alleanza Nazionale.

Il mio alloggio era situato presso l'ex "complesso residenziale" per gli ufficiali albanesi e le loro famiglie, sulla spiaggia di Durazzo allora bellissima, lunghissima con una pineta favolosa di alberi secolari (ora distrutta completamente per far spazio all'edilizia selvaggia di alberghi e ristoranti) una sorta di oasi in mezzo a quella miseria spaventosa e a quelle condizioni di vita impensabili per noi.


Nel centro del complesso c'era un eliporto ed un vastissimo parco senza ostacoli dove erano basati i grandi CH-47C "Chinook" dell'Aviazione dell'Esercito che trasportavano nelle zone dove i mezzi ruotati non potevano arrivare, ogni tipo di rifornimento alle popolazioni.


In quel contesto scatti molte immagini ma nel corso degli anni le uniche rimaste sono soltanto queste: