Oltre la recinzione: mode e falsi miti nello spotting

Il gruppo dei Piti non si è formato spontaneamente. L'esigenza è nata dalla necessità di creare un ente ben definito che si ponesse ufficialmente in relazione con le diverse autorità che intervengono nella gestione dell'Aeroporto di Verona.

 

Fino al 2011, infatti, vecchi e giovani fotoamatori si relazionavano soltanto sul campo, talvolta con modalità che poco hanno a che fare con l'armonia, e con punti di riferimento che erano molto diversi. Quasi tutti, in verità, avevano come mito chi riusciva a far caricare sui vari database (Jetphotos, Airliners, ecc...) centinaia di foto di centinaia di matricole diverse. Ecco, diciamo che l'unico metro di giudizio era quel numerino vicino ad un account, niente più.

 

Recentemente, grazie anche ad una selezione naturale, questo modo "drogato" di vedere lo spotting è venuto meno, e le priorità sono diventate altre. Per fortuna si è usciti dalla standardizzazione delle foto, dove tutto deve essere centrato e ben visibile per scongiurare il rischio che i mitici "screeners" dei vari database rigettino le foto.

 

La transizione è avvenuta spontaneamente, grazie anche all'ingresso nel gruppo di soci con diversi stili, spesso molto lontani dalla suddetta standardizzazione. Si è trattato di una vera liberazione, ed il marchio di fabbrica dei Piti è diventato quello della fantasia, della sperimentazione e dell'uscire dagli schemi.

 

Il risultato è quello di un club solido ed affiatato, ben diverso da gruppo male assortito dei primi tempi. Nessuno ha più timore di pubblicare foto...diverse e la sperimentazione è vista come un modo intelligente di andare oltre quella recinzione che, per troppo tempo, ha limitato la creatività di ognuno. 

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