2012-2015: l'aeroporto di Verona in cifre

747SP-27 Oman Royal Flight A40-SO landing in Verona
747SP-27 Oman Royal Flight A40-SO landing in Verona

La recente pubblicazione, da parte di ENAC, del report dei dati di traffico del 2015 degli aeroporti italiani offre alcuni spunti sull'andamento dei volumi dell'Aeroporto di Verona; quello che emerge è un evidente declino quantitativo e qualitativo che, nonostante una piccola ripresa all'inizio del 2016, appare netto e forse irreparabile. 

 

 

PRIMI 20 AEROPORTI ITALIANI PER MOVIMENTI

Il quadriennio 2012-2015 è stato caratterizzato, negli aeroporti italiani, da un calo generalizzato dei movimenti tra il 2012 e il 2014, mentre nel 2015 si è assistiti ad una forte ripresa in alcuni aeroporti (Bergamo, Bologna, Venezia) grazie soprattutto allo sviluppo delle rotte low cost.

 

Salta subito all'occhio la performance di Verona, che ha perso oltre un quarto dei movimenti e che, soprattutto, non ha goduto della ripresa del 2015 comune ad alcuni aeroporti limitrofi.

 

In alcuni aeroporti, per esempio Bologna e Venezia, il calo dei movimenti è stato accompagnato da un aumento dei passeggeri transitati, segno di un traffico qualitativamente più interessante in quanto effettuato con macchine di maggiore capienza. Anche Torino, che ha la seconda peggiore performance dopo Verona, nel quadriennio ha avuto un aumento dei passeggeri.

PRIMI 20 AEROPORTI ITALIANI PER PASSEGGERI

La statistica dei primi 20 aeroporti italiani per passeggeri è ancora più emblematica. Verona è l'unico aeroporto ad avere un segno negativo, e si tratta di un segno particolarmente pesante.

 

Le performance più evidenti sono relative a aeroporti dove il traffico low cost la fa da padrone (Bergamo e Roma Ciampino), ma sorprendono i progressi a due cifre di aeroporti che possono essere presi ad esempio per mix di traffico tradizionale e a basso costo, tipo Bologna, Catania e Firenze.

 

Bologna è probabilmente l'aeroporto che, in questi ultimi quattro anni, si è sviluppato in maniera più armoniosa a completa, affiancando alle rotte low cost una serie impressionante di collegamenti con i principali hub europei, guadagnando in quattro anni quasi un milione di passeggeri.

 

Bergamo, che nel 2003 viaggiava a circa 2,8 milioni di passeggeri/anno, ha superato l'anno scorso, per la prima volta, la soglia dei dieci milioni di passeggeri ed è ormai ben vicino alla saturazione.

 

AEROPORTO DI VERONA: MOVIMENTI MENSILI

La statistica dei movimenti per mese dell'aeroporto di Verona ne conferma la sua natura stagionale, con quasi la metà dei movimenti annui concentrati in quatto mesi, da giugno a settembre.

 

In questi mesi la percentuale di calo è inferiore rispetto alla media (-26,2%), mentre i cali più vistosi sono avvenuti nei mesi in cui il traffico tradizionale è preponderante (il low cost a Verona non è ancora un fattore determinante). Ciò significa che si è perso voli di qualità, con le compagnie maggiori che hanno via via ridotto le frequenze o cancellato voli. 

AEROPORTO DI VERONA: PASSEGGERI MENSILI

La statistica mensile per passeggeri conferma i dati della precedente tabella, con l'unica eccezione che riguarda il mese di dicembre 2015 in cui l'avvio della base di Volotea e dei voli Ryanair ha determinato una ripresa dei passeggeri, quasi risaliti al livello del 2012. 

 

Anche per i due mesi precedenti, nonostante il forte calo dei movimenti (ottobre -30% e novembre -36%), si assistito ad un minor calo dei passeggeri, piccolo segno di una auspicata inversione di tendenza che, però, appare debole e discontinua.

IL SETTORE CHARTER

Un dei settori di forza dell'aeroporto di Verona è sempre stato il comparto charter. Nonostante il forte calo dei passeggeri, comune a tutto il movimento nazionale, Verona ha avuto una performance migliore degli altri scali e, nel 2015, è stato l'aeroporto italiano con il più alto numero di passeggeri, tallonato a poca distanza da Malpensa, che ha perso il 60% in quattro anni, e da Catania, che è invece progredita fino a 410mila passeggeri. 

 

Le motivazioni del calo del traffico sono da collegare con la crisi nel Medio Oriente e dal brusco calo dei viaggi in Egitto e in tutto il bacino del Mediterraneo, mentre sul fronte dell'incoming ha avuto un peso determinante la crisi economica in Russia.

VERONA: CONFRONTO VETTORI LOW COST E VETTORI TRADIZIONALI

Il traffico low cost dell'aeroporto di Verona è importante, ma non ancora determinante. 

Dopo la crisi e il contenzioso con Ryanair e l'uscita di scena di Windjet, il volume del traffico è via via diminuito fino a rappresentare, nel 2013, circa il 17% del totale dei passeggeri transitati.

 

Nel 2015, con la ripresa dell'attività di Ryanair e, soprattutto, con l'espansione di Volotea, il volume ha avuto un rapido sviluppo fino a rappresentare il 30% del totale, a discapito però dell'attività tradizionale e charter che ha perso quasi 500mila passeggeri tra il 2014 e il 2015.

VERONA: ROTTE PIU' TRAFFICATE - ITALIA (rotte con almeno 50.000 passeggeri)

La rotta principale verso destinazioni italiane è, da sempre, quella con Roma Fiumicino. La progressiva introduzione e miglioramento dei collegamenti ferroviari di alta velocità ha contribuito al graduale calo del numero dei passeggeri, sceso dai 125mila del 2012 ai 94mila del 2015.

 

I collegamenti con la Sicilia hanno subito, tra il 2013 e 2014, l'abbandono di Meridiana e solo nel 2015 grazie a Volotea e Ryanair si assiste ad una ripresa, più evidente su Palermo, ma che porterà i suoi frutti anche su Catania (tre i voli giornalieri di Volotea).

 

Anche Napoli risente della concorrenza dell'alta velocità e alla discontinuità del servizio.

VERONA: ROTTE PIU' TRAFFICATE - UNIONE EUROPEA (rotte con almeno 50.000 pax)

Londra conferma il suo ampio vantaggio su tutte le rotte, con dati in aumento grazie alla presenza sulla tratta di ben tre compagnie (British Airways, Easyjet e Monarch).

 

Consolida la sua posizione il traffico verso la Germania, operato dal gruppo Lufthansa sia su Francoforte (il calo del 2015 è dovuto al passeggio della rotta da Air Dolomiti a Lufthansa Cityline e la riduzione delle frequenze) che su Monaco, dove Air Dolomiti incrementa costantemente.

 

Davvero inspiegabile e grave l'abbandono della rotta su Parigi Charles de Gaulle da parte di Air France, una tratta da 120mila passeggeri l'anno (circa 330 al giorno) apparentemente molto redditizia per il tipo di traffico e per i coefficienti di riempimento.

 

Sorprendente il risultato di Manchester, mentre la stagionale Amsterdam meriterebbe una rotta su base annuale, visto i buoni dati del 2015.

VERONA: ROTTE PIU' TRAFFICATE - EXTRA U.EUROPEA (rotte con almeno 50mila pax)

L'introduzione del giornaliero di Siberian Airlines per Mosca Domodedovo ha dato buonissimi risultati, diventando in pochi anni la rotta principale verso destinazioni extra Unione Europea.

 

Evidente il declino delle rotte verso il Mar Rosso, mentre assumono grande importanza i collegamenti verso l'Est Europeo che meriterebbero una rete più stabile e capillare.

 

Il collegamento con Tel Aviv si mantiene su alti livelli, tenendo conto che viene effettuato con servizio stagionale e solo con charter.

VERONA: PASSEGGERI PER AREA GEOGRAFICA

La tabella riassume l'andamento dei flussi di passeggeri per area geografica, con il Regno Unito saldamente in testa grazie alle attività di linee e ai charter invernali ed estivi. Cala la Francia dopo l'abbandono di Air France, avvenuto ad ottobre 2015, mentre aumenta l'0landa grazie a Transavia. Spagna e Grecia confermano la loro importanza per i charter estivi.

 

Evidente il calo del traffico verso il bacino del Mediterraneo, con l'Africa che dimezza i volumi e l'Asia che cala di circa il 10%. 

VERONA: LE SERIE STORICHE

La tabella riassume ed evidenza il forte calo del traffico di Verona a partire dal 2007 ed accentuatosi a partire dal 2013. Rispetto al massimo del 2007 i movimenti sono calati del 38% e i passeggeri del 26%, riportando l'aeroporto a performance di dieci anni fa.

 

Anche il Cargo, considerato il punto di forza dello sviluppo dell'Aeroporto di Brescia, viaggia su dati che sono circa un quarto rispetto al 2007 e circa la metà di quelli del 2012.

Dati rielaborati da pubblicazioni ENAC.

Scrivi commento

Commenti: 0