36 aeroporti in 36 anni: storia e dati dei voli tra Verona ed il Regno Unito

Il Regno Unito è un mercato fondamentale per l’Aeroporto di Verona e, con i suoi circa 450.000 passeggeri annui, rappresenta da solo quasi un quinto del totale del traffico passeggeri del Catullo.

 

Si tratta di un traffico misto, “linea” e “charter”, anche se questo termini si può ormai sostituire con “stagionale”, in quanto gran parte delle rotte estive vengono effettuate con cadenza regolare e, spesso, con la possibilità di acquistare il biglietto aereo al di fuori del pacchetto vacanza.

 

Oggi presentiamo una breve ricostruzione storica degli ultimi 36 anni di voli tra Verona ed il Regno Unito.

Ad oggi sono ben sette le compagnie che offrono servizi di linea o stagionali  tra Verona ed il Regno Unito.

 

British Airways, Monarch e Easyjet su Londra Gatwick, Monarch su Manchester, Ryanair su Londra Stansted e Birmingham, Jet2 su East Midlands, Edimburgo e Leeds, Aer Lingus su Belfast e FlyBe su Cardiff e Southampton.

 

Le uniche rotte operate durante tutto l’anno sono quelle di British Airways, Easyjet e Ryanair, mentre le altre vengono proposte unicamente nel periodo che va da maggio a settembre e, talvolta, riprese durante il periodo invernale tra gennaio e marzo.

Grazie all’aggiornatissimo sito della inglese CAA – Civil Aviation Authority, che racchiude i dati di traffico per ogni aeroporto inglese a partire dal 1980, è interessante ricostruire la storia di ben 36 anni di voli tra il Regno Unito e Verona.

 

Per la precisione segnaliamo che i dati dal 1980 al 1996 sono limitati ai principali aeroporti, dal 1997 al 2004 alle rotte con più di 5.000 passeggeri annui mentre dal 2005 le statistiche riguardano tutti gli aeroporti del Regno Unito che abbiano avuto attività di aviazione commerciale.

Sono ben  36 gli aeroporti che hanno generato traffico tra il Regno Unito e Verona dal 1980 ad oggi.

 

Alcuni, in 36 anni, sono apparsi in classifica una sola volta, come ad esempio Lydd nel 2014 e Londra Heathrow nel 1991.

 

L’assenza dell’aeroporto principale del Regno Unito dai voli regolare da Verona è uno dei cronici problemi che affliggono i clienti del nostro aeroporto che, per utilizzare la vasta rete di destinazioni offerta da British Airways e dalle linee aeree alleate, deve obbligatoriamente fare scalo a Londra Gatwick e quindi cambiare aeroporto.

 

La rotta tra Verona e Londra genera ormai quasi trecentomila passeggeri annui (circa 800 al giorno) con numeri, a nostro avviso, che giustificherebbero un servizio sull’aeroporto principale di Londra.

E’ interessante notare che, tra i primi venti aeroporti più trafficati del Regno Unito, solo London City non ha mai visto effettuarsi voli commerciali con il nostro aeroporto e che, nel tempo, aeroporti molto attivi nel passato come London Luton abbiano, di fatto, cessato le attività di volo su Verona.

 

 A partire dal 1997, anno da cui le statistiche sono più complete, solo cinque aeroporti delle Isole Britanniche hanno avuto un ruolino ininterrotto fino al 2015, e cioè Londra Gatwick, Birmingham, Glasgow, Manchester e Newcastle, città che oggi rappresentano quasi il 90% di tutto il traffico generato dal Regno Unito.

 

Solo Londra e Birmingham hanno un servizio regolare annuo, mentre le altre città, visti i numeri (Manchester oltre 60.000 passeggeri), lo meriterebbero.

 

Curiosiamo un po’ tra i dati, analizzandoli su periodi omogenei.

1980-1985

Sono disponibili solo i dati degli aeroporti di Londra. Tra il 1980 ed il 1983 Luton supera Gatwick, con il primo che raggiunge e supera i sessantamila passeggeri nel 1981 per poi calare verso i quindicimila, mentre Gatwick migliora ogni anno i suoi dati fino ai circa 35mila del 1985. 

1986-1993

Il traffico da Gatwick migliora anno dopo anno, chiudendo il 1993 a circa 75mila  passeggeri, mentre Luton si spegne gradualmente fino ad azzerare il traffico, fino ad allora sostenuto da compagnie attive nel settore del leisure.

 

Oltre alla presenza saltuaria di alcuni aeroporti importanti come Glasgow e Liverpool, si notano le presenze spurie di scali meno importanti come Durham o Belfast. Ma la vera novità sono gli oltre 30.000 passeggeri della tratta su Manchester, con progressi annui a doppia cifra tanto da rappresentare, nel 1993, quasi un terzo di tutto il traffico generato dal Regno Unito.

1994-1999

Tra il 1993 ed il 1994 si assiste all’esplosione del traffico tra Villafranca e Gatwick, con un progresso del 150% ed un totale di circa 185mila passeggeri. Negli anni successivi la percentuale di crescita si assesta su livelli più contenuti e la rotta supera i 200mila passeggeri nel 1998, mantenendosi sopra questa soglia nel 1999 e 2000, per poi calare sensibilmente e risalire sopra tale quota solo nel 2011.

 

Anche negli scali minori si assiste ad un progressivo aumento dei volumi. Birmingham passa dai 4.300 del 1995 ai quasi 20mila del 1999, Glasgow passa dai 6.600 del 1995 agli oltre 10mila del 1999 (con una punta di 16mila nel 1997) e Newcastle raggiunge e supera gli 8.000 passeggeri. Il secondo scalo per importanza, Manchester, raggiunge nel 1996 i 59mila passeggeri per poi ritrattare a circa 34mila nel 1999.

 

Il 1999 è il primo anno in cui Londra Stansted si affaccia sullo scenario, con un consuntivo di circa 5.200 passeggeri.

2000-2004

In questo periodo vengono ancora classificate solo le rotte con almeno cinquemila passeggeri l’anno.

 

Londra Gatwick ha un andamento altalenante, con un massimo di 215mila passeggeri nel 2000 e un minimo di 115mila nel 2002, dato che risente in maniera forte della tragedia dell’11 settembre.

 

Anche le altre tratte sono caratterizzate da un movimento ad onde, con massimi nel 2000 e performance meno positive negli anni successivi. L’unico scalo in controtendenza è Newcastle che, nel 2004, supera i 15.000 passeggeri e si pone sui livelli di altre rotte storiche come Birmingham e Galsgow. Manchester si conferma il secondo scalo inglese con un volume di passeggeri quasi sempre superiore ai 40.000.

2005-2009

Dal 2005 vengono registrati tutti i movimenti in tutti gli aeroporti inglesi. Sono infatti ben 24 le città del Regno Unito che, nel 2005, hanno visto effettuarsi almeno un volo commerciale su Verona e, negli anni a seguire, questo dato oscillerà tra le 21 del 2009 ed il record di 26 del 2012 e 2015.

 

Nonostante lo sviluppo del trasporto aereo e soprattutto, per quanto riguarda il nostro comprensorio, il settore leisure, si assiste ad un calo generalizzato dei volumi a partire dal 2007, quanto si registra il più alto numero di passeggeri di tutto il quinquennio (337mila passeggeri).

 

Gatwick, ad esempio, raggiunge nel 2009 il dato più basso nel periodo che va dal 2000 al 2015 e sono solo 126mila i passeggeri che transitano sulla più solida e storica rotta tra Verona ed il Regno Unito. Lo stesso fenomeno accompagna la seconda tratta più trafficata, Manchester, che passa dai 62mila passeggeri del 2007 ai 44mila del 2009. Più stabili le altre rotte, mentre si riscontrano risultati per la prima volta sopra i 10mila passeggeri per scali come Belfast e Bristol.

 

Curiosi sono anche i dati di alcuni aeroporti, saliti alla ribalta con buon risultati annuali e poi scomparsi quasi nel nulla. E’ il caso, per esempio, di Bournemouth, capace di oltre 8.000 passeggeri nel 2007 e che vede poi limitarsi negli anni successivi a poco meno di mille, o come Doncaster, quasi a 10mila nel 2007 e poi praticamente scomparso negli anni successivi.

2010-2015

Nei sei anni ricompresi nel periodo in esame il traffico con il Regno Unito registra un’esplosione, passando dai 269mila passeggeri del 2010 ai 440mila del 2015, grazie allo sviluppo di nuovi servizi di linea, stagionali e non, e all’aumento dell’attività charter.

 

Gatwick, grazie all’avvio dei servizi di Easyjet e Monarch, passa dai 143mila passeggeri del 2010 ai quasi trecentomila del 2014 e Manchester, grazie anche allo stagionale di Monarch, sale dai 40mila del 2010 ai quasi 65mila del 2014.

 

Si consolidano i risultati di alcune tratte storiche, come Birmingham, Bristol, Glasgow, Belfast e Newcastle, mentre si sviluppano altre destinazioni come Edimburgo e Leeds grazie soprattutto agli stagionali di Jet2 e Southampton grazie a FlyBE.

 

Stansted risente della lite con la Società di Gestione e passa dai 60mila passeggeri del 2011 all’azzeramento completo del 2013 e 2014, per poi riprendere in tono minore solo nel 2015. Nel 2012 e nel 2015 si raggiungono le 26 destinazioni servite e sempre nel 2012 si assiste al record assoluto di passeggeri transitati sulle rotte tra Verona ed il Regno Unito (460mila).

CONCLUSIONE

Il mercato inglese si dimostra maturo per sostenere dei collegamenti stabili e attivi tutto l’anno su una serie di città, quali Manchester, Glasgow/Edimburgo e Belfast dove, i dati storici, mostrano una costanza di traffico con volumi interessanti. In questo momento solo Londra (Gatwick e Stansted) e Birmingham (da confermare) mantengono un’operatività da gennaio a dicembre.

 

Quello che manca veramente, soprattutto dopo l’abbandono di Verona da parte di Air France, la riduzione del servizio di Lufthansa su Francoforte e la mancanza di collegamenti con importanti hub come Madrid e Amsterdam è un collegamento giornaliero di British Airways con Londra Heathrow, uno degli aeroporti che, a livello mondiale, offre le migliori possibilità di connessione con il voli a lungo raggio e che sarebbe fondamentale per una città ad alta vocazione turistica ed economica come Verona.

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