Aeroporto di Verona: un ottobre con incremento a doppia cifra.

Assaeroporti ha comunicato i dati di traffico degli aeroporti italiani che, a livello nazionale, hanno registrato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso un incremento del 3% dei passeggeri e del 3,5% dei movimenti (esclusa aviazione generale). Nei primi dieci mesi dell'anno sono stati 141,4 milioni i passeggeri trasportati, con un incremento del 4,1% rispetto ai primi dieci mesi del 2015.

 

L'aeroporto di Verona ha registrato incrementi percentuali a doppia cifra in tutte le componenti prese in esame nelle statistiche di Assaeroporti. Vediamole in serie.

 

 

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STATISTICA PASSEGGERI

 

Nel mese di ottobre sono transitati complessivamente 207.335 passeggeri, con un incremento rispetto a ottobre 2015 del 14,5%. Nel dettaglio il progresso sul nazionale è stato del 3,6% (61.847), mentre le performance più significative si riscontrano nell'internazionale (+ 17.7% a 142.231) e, soprattutto, nelle rotte entro l'Unione Europea (+20.3% a 93.574).

 

Il dato dei primi dieci mesi vede un incremento del 7,5% sul totale complessivo (2.516.693 passeggeri), con migliori risultati sul nazionale (+15.4%) rispetto all'internazionale (+3.7%). Il mese di ottobre evidenzia quindi un cambio di tendenza, con l'internazionale che cresce ora più del nazionale e conforta il fatto che il totale dei passeggeri è quasi in linea con quello del 2012, anno in cui iniziò il vero tracollo del traffico del Catullo.

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STATISTICA MOVIMENTI

 

I movimenti del mese di ottobre sono stati quasi duemila (1.989), con un incremento rispetto all'anno scorso dell'11,7%, decisamente più sensibile sull'internazionale (+12,3%) e soprattutto sui voli entro Unione Europea (+56%) rispetto al nazionale, dove comunque si riscontra un buon +10,7%,

 

Dall'inizio dell'anno i movimenti complessivi sono stati 22.842, con un incremento del 6,1%, mentre i dati in dettaglio vedono un incremento del 16,4% sul nazionale e dello 0,8% sull'internazionale. Quest'ultimo dato merita una riflessione in quanto il dato dei movimenti verso l'Unione Europea cresce del 22% e va a controbilanciare il noto drastico calo del traffico verso il bacino del Mediterraneo e di altre destinazioni turistiche extra UE.

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