Statistiche ENAC 2017: i numeri del Catullo

La pubblicazione, da parte di ENAC, delle statistiche sul traffico aereo in Italia del 2017 ci permette di analizzare più accuratamente lo scenario e le tendenze dell'Aeroporto di Verona e di quelli limitrofi, un confronto utile per capire l'evoluzione dell'aviazione commerciale italiana.

 

L'aeroporto Valerio Catullo ha concluso il 2017 con una crescita in linea con il resto del sistema, anche se, rispetto al 2012 (anno di riferimento per molte nostre statistiche), l'Aeroporto di Verona risulta essere l'unico a mantenere un segno negativo (-2%) di fronte a performances che, in alcuni casi (Bergamo, Catania, Napoli, Olbia, Firenze, Bologna e Treviso) superano il 30% (vedi tabella seguente).

 

Dati statistici passeggeri dei primi 20 aeroporti italiani dal 2012 al 2017
Dati statistici passeggeri dei primi 20 aeroporti italiani dal 2012 al 2017

ROTTE NAZIONALI

 

Verona si conferma molto attiva nei collegamenti con le isole. Delle quattro rotte con più di 50mila passeggeri a tratta, infatti, tre coinvolgono aeroporti della Sicilia e della Sardegna. Continua l'erosione di traffico sulla direttrice per Roma Fiumicino, penalizzata dai collegamenti ferroviari AV e dalla concorrenza degli Hub di Lufthansa. 

La comparazione con gli aeroporti di Venezia, Bologna, Treviso e Bergamo conferma l'importanza delle rotte nord-sud ed uno scenario misto con un circa metà collegamenti in crescita e metà in calo. Bergamo occupa cinque delle prime sei posizioni. La tratta più frequentata a livello nazionale si conferma la Catania - Roma Fiumicino, con circa due milioni di passeggeri all'anno (vedi pubblicazione ENAC).

ROTTE INTERNAZIONALI ENTRO UNIONE EUROPEA

 

L'aeroporto di Verona conferma la sua vocazione "britannica", collezionando, tra le rotte con almeno 50mila passeggeri annui, ben quattro destinazioni inglesi. Birmingham, grazie e Ryanair, supera per la prima volta le 50mila. Notevole la crescita di Amsterdam, mentre gli "hub" di Lufthansa registrano circa 230mila passeggeri, riportandosi sui livelli del 2013. Gravissima la perdita del collegamento con Parigi e dei suoi circa 120mila passeggeri annui. In questo momento l'aeroporto di Verona non ha alcun servizio di linea verso la Francia, neppure charter se si escludono i voli di Albastar su Lourdes.

Il raffronto con gli aeroporti limitrofi al Catullo evidenziano una generale crescita dei traffico internazionale, soprattutto quello verso gli aeroporti principali. Esempio lampante quello di Bologna, dove le prime cinque rotte, tutte con destinazione su importanti hub, crescono con buone performance. Gli unici segni "meno", ad eccezione del Venezia - Amsterdam, sono localizzati sul servizi low-cost. Tornando all'assenza di collegamenti tra Verona e la Francia, si noti che, da soli, i servizi da Venezia su Parigi CDG e Parigi Orly, portano nello scalo lagunare oltre 1,1mln di passeggeri.

ROTTE INTERNAZIONALI EXTRA UNIONE EUROPEA

 

Continuano i trend positivi sulle rotte verso l'Est Europa, in particolare verso Mosca che si avvicina ai 150mila passeggeri annui. Tirana supera i 100mila, quota alla quale si avvicina anche Kishinev. Si conferma la "crisi" delle rotte verso il Mar Rosso, fino a qualche anno fa stabilmente tra le destinazioni più trafficate dal Catullo.

L'analisi del traffico delle prime cinque rotte "extra UE" degli aeroporti limitrofi al Catullo conferma la tendenza all'aumento del traffico internazionale, con crescita a volte più vistosa rispetto ai dati verso destinazioni UE. Interessante il duello a distanza tra Emirates e Turkish Airlines, ambedue attive sugli aeroporti di Venezia e Bologna, concentrate nell'attrarre passeggeri verso il loro efficienti hub.

LOW-COST vs. TRADIZIONALI e ZONA DI PROVENIENZA

 

Per l'aeroporto di Verona continua il trend di crescita del traffico low-cost, giunto a circa 1,33mln di passeggeri (44% del totale), avvicinandosi al dato del 2012.

Il traffico tradizionale ha una crescita minima, di poche migliaia di passeggeri, su livelli ben lontani (oltre 500mila passeggeri) rispetto al non lontano 2014. Il dato non positivo è causato non solo dalla "fuga" di Air France, ma anche alla non riconferma di voli di Iberia, Meridiana (ora Air Italy) ed altre compagnie, anche low-cost, che hanno abbandonato il Catullo.

 

Il Regno Unito, tra i paesi UE, si conferma come al primo posto come traffico passeggeri, seguito da una Germania in forte crescita. Migliora anche il dato di Spagna, Grecia e Olanda grazie, rispettivamente, a Ryanair, Volotea e Transavia. I buoni risultati dei voli per Mosca trascinano il dato dei passeggeri verso destinazioni europee non UE oltre i 400mila. In netto declino Africa e Asia, soprattutto per il mancato traffico verso il Mar Rosso. Migliora il dato del Centro America, alimentato quasi esclusivamente dai voli di Neos e Blue Panorama verso i Caraibi. 

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