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L'Aeroporto di Verona ed il traffico verso il Regno Unito: un tesoro....quasi nascosto

 

 

Nel 2018 l'Aeroporto di Verona ha visto transitare 558.546 passeggeri provenienti o diretti da o per aeroporti del Regno Unito, record storico per il Catullo con una crescita di circa 36mila passeggeri rispetto al 2017 e 20mila rispetto al precedente record, 538.891, registrato nel 2016.

 

La componente "britannica" del traffico del Catullo è fondamentale e insostituibile, rappresentando da sola il 16% del totale del traffico, il 25% del traffico internazionale e il 38% del traffico entro l'Unione Europea. 

 

La parte "charter", erroneamente considerata statisticamente pesante sul totale del dato, rappresenta solo il 19% del totale, mentre il resto, ben 453mila passeggeri, hanno viaggiato su servizi di linea. Molto accentuata la stagionalità, con dati ben diversi tra il mese migliore e quello peggiore. Nei servizi di linea il mese migliore è stato agosto con circa 63mila passeggeri e quello peggiore gennaio con circa 18mila, mentre nei charter il mese migliore è stato giugno con circa 18mila passeggeri, mentre ottobre e novembre hanno fatto registrare zero transiti.

 

Contestualmente all'aumento dei passeggeri trasportati, si riduce il numero degli aeroporti serviti che nel 2018 sono stati 14 contro un record di 26 registrato nel 2012. Il traffico si concentra, soprattutto grazie allo sviluppo dei servizi di linea, e quindi alcuni aeroporti hanno fatto registrare il loro dato migliore di sempre. 

 

Londra Stansted raggiunge gli 85mila passeggeri (record precedente 59mila), Birmingham circa 57mila (precedente 56), Leeds circa seimila e Southampton circa 8mila. Gatwick, aeroporto che da solo movimenta circa il 50% del totale, si attesa a circa 282mila passeggeri, vicino ai massimi del 2014. 

 

Tutto bene? Dipende. Molte rotte di linea sono discontinue o stagionali, altre hanno frequenze chiaramente sotto dimensionate. Manca l'agognato collegamento con Londra Heathrow che permetterebbe, sopratutto agli utenti nazionali dell'Aeroporto di Verona, di aver una valida alternativa a Lufthansa per volare nel mondo, sia per affari che per vacanza.

 

Ryanair e Easyjet, i principali attori dello scenario low cost britannico, offrono da Verona poche destinazioni e frequenze. Jet2, che invece offre collegamenti con ben sei destinazioni. effettua i suoi servizi quasi essenzialmente in estate e su poche frequenze settimanali.

 

I conti sono presto fatti: con un bi-giornaliero su Heathrow, l'aumento di frequenze di alcune linee e l'estensione di alcuni servizi anche in inverno si potrebbe agevolmente raggiungere il milione di passeggeri, utenti considerati un tesoro per gli operatori turistici vista la propensione a....spendere. E la richiesta è altissima, vista la percentuale di turisti che visita la nostra provincia ed il Trentino Alto Adige che arriva e parte, ad esempio, da Bergamo, Bologna o Venezia, dove la presenza massiccia delle low cost è vincente. 

 

Il potenziale si vede anche dai piccoli numeri. Il lancio della nuova rotta tra Londra Luton e Verona, operata da Wizz Air UK (di fatto pochissimo pubblicizzata a Verona), ha fatto registrare in dicembre un totale di 1.411 passeggeri che, sulla capienza massima della tratta (cinque frequenze su Airbus A320) pari a 1.860 posti, ha determinato un coefficiente di riempimento di oltre il 75%.

 

 

La prima tabella evidenzia il traffico da e per il Regno Unito dal 2005 al 2018, diviso per i 34 aeroporti serviti in questi ultimi ultimi quattordici anni. Nella prima colonna è evidenziato il dato massimo del periodo (per Belfast viene preso in considerazione il migliore tra i due aeroporti cittadini). In verde l'anno migliore. 

 

Il potenziale annuo di un bi-giornaliero verso Londra Heathrow è pari a circa 210-230mila passeggeri, a seconda della macchina usata e del coefficiente di riempimento. L'eventuale apertura di tale rotta non dovrebbe, almeno in teoria, sottrarre passeggeri a Gatwick e Stansted in quanto appartenenti ad una clientela diversa. 

Le tre tabelle riassumono, per i 14 aeroporti coinvolti nel 2018 nel traffico con il Regno Unito, i dati mensili dei voli di linea, charter ed il dato totale. 

Significativa la tenuta nel corso dei mesi della rotta Ryanair verso Birmingham, segno che la richiesta di collegamento su determinate direttrici e per determinati segmenti di clientela può essere estesa sui dodici mesi.

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