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L'Aeroporto di Verona e il traffico verso il Regno Unito: punto di forza o altro mercato poco sfruttato?

La pubblicazione dei dati di febbraio del traffico passeggeri tra l'Aeroporto di Verona e gli aeroporti del Regno Unito ci dona lo spunto per dare un''occhiata da vicino ai numeri che caratterizzano il più importante mercato internazionale per il Catullo.

 

NUMERO PASSEGGERI PER PAESE O AREA DI DESTINAZIONE

Negli ultimi 20 anni al Catullo, infatti, per ben 17 volte il Regno Unito è risultato, nell'ambito dei collegamenti internazionali, il Paese con più traffico passeggeri, solo in due casi sopravanzato dalla Spagna e in un caso dalla Germania. Negli ultimi anni, a partire dal 2011/2012, il divario con gli altri Paesi si è allargato; gli oltre 550mila passeggeri del 2018 rappresentano circa un quarto del totale dei transiti internazionali.

 

La tendenza all'aumento del traffico sembra continuare anche nel presente anno, con un aumento di oltre l'8% del traffico globale sia su base mensile che sul progressivo. Solo Gatwick mostra un segno negativo nei servizi di linea, parzialmente compensato dalla componente charter, mentre il dato negativo di Bristol (solo charter) è poco significativo.

 

Interessanti gli incrementi sulle tratte di linea verso Londra Stansted e Birmingham, ambedue caratterizzate dal alti coefficienti di riempimento, e buona la performance di Londra Luton che, visto il discreto successo, è già stata riproposta per il prossimo inverno. 

 

I numeri indicano che il mercato verso il Regno Unito è vivo e ben intonato, e ciò nonostante lo spauracchio della Brexit alle porte non permetta di formulare previsioni attendibili per il proseguo dell'anno. Anche in questo caso, come per altri mercati internazionali serviti dal Catullo, manca il salto di qualità visto che, ad esclusione di Londra e Birmingham, i servizi di linea sono effettuati quasi tutti su base stagionale. L'impressione comune è che molte rotte potrebbero ben funzionare tutto l'anno e con maggiori frequenze. 

 

DATI DI FEBBRAIO 2019 E PROGRESSIVI 2019

Lo sviluppo del traffico sul Regno Unito è strettamente correlato con l'evoluzione dei collegamenti con i sei aeroporti dell'area londinese. Dal 2007 al 2018 i passeggeri trasportati dai primi 16 aeroporti italiani a Londra sono passati da circa 7 a circa 11 milioni con un aumento del 55% e con una media annua pari a circa il 4,6%.

 

Ma il vero boom si è avuto tra il 2013 ed il 2018, quando i passeggeri verso il Regno Unito sono passati da 7,7 a 10,7 milioni, con un aumento complessivo del 39% pari ad una media annua di circa il 7,8%.

 

Verona ha beneficiato di un aumento nettamente superiore alla media nel periodo tra il 2007 ed il 2012, mentre negli ultimi cinque anni l'aumento è scivolato leggermente sotto la media nazionale. I dati indicano che lo sviluppo della rotta su Gatwick si è di fatto fermato nel 2011/2012 (grazie all'arrivo di Easyjet) mentre l'incremento fino al record del 2018 è dipeso essenzialmente dal rilancio della rotta di Ryanair su Stansted e, in maniera marginale, dal lancio del servizio di Wizz Air UK su Luton. Gatwick, negli ultimi cinque anni, è cresciuto meno dell'1%.

 

L'impressione è che lo spazio di crescita per Verona ci sia e che sia importante, sia per quanto riguarda il low cost sia per quanto riguarda British Airways. 

 

IL TRAFFICO TRA L'ITALIA E LONDRA NEGLI ULTIMI DODICI ANNI.

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