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Aeroporto di Verona: le rotte più trafficate, evoluzione e declino delle destinazioni del traffico passeggeri

Negli ultimi vent'anni l'Aeroporto di Verona ha visto modificare sostanzialmente le caratteristiche del suo traffico passeggeri. L'evoluzione o, in molti casi, il declino del singolo mercato sono dipesi da numerosi fattori, alcuni più determinanti di altri.

 

Tra i più importanti ricordiamo la concorrenza del treno e la comparsa delle low cost, la politica di sviluppo o di abbandono di determinati mercati, sia da parte delle aviolinee che da parte del gestore, e le vicende societarie in seno all'Aeroporto che hanno frenato lo sviluppo del traffico internazionale, senza dimenticare la crisi economica e i problemi politici e di ordine pubblico di determinati Paesi che hanno modificato le preferenze e le abitudini dei viaggiatori. 

 

Le precedenti analisi, in ambito internazionale, hanno mostrato che l'attività dell'Aeroporto di Verona, per quanto riguarda i servizi di linea, sembra concentrarsi in tre distinti mercati, quello britannico, quello tedesco e quello russo, mentre nel mercato nazionale cresce la direttrice Nord- Sud, in particolar modo verso le Isole. Ciò determina uno sviluppo poco omogeneo e con alto rischio di concentrazione in pochi mercati che, in caso di crisi, potrebbero determinare una brusca inversione di tendenza nella blanda azione di recupero di traffico portata avanti nell'ultimo periodo.

 

I dati che esporremo confermano le precedenti analisi.

 

LE ROTTE ITALIANE

Il lento declino della rotta nazionale principale, la Verona - Roma, è stata causata sia dalla concorrenza del treno, in tema di collegamento diretto, sia dalla mancanza di collegamenti di prosecuzione determinati dalla contrazione dell'offerta di Alitalia sul traffico internazionale. Il record di circa 400mila passeggeri del 2009 è un lontano ricordo e, nonostante il piccolo recupero del 2018, i dati attuali sono patì a quasi la metà rispetto ai massimi.

 

Anche Napoli, altra rotta storica e vicina ai 200mila passeggeri nel 1999, è ora scesa nettamente a meno di 50mila passeggeri a tratta e ciò a causa dell'apertura dei servizi ferroviari ad Alta Velocità ed alla chiusura di alcuni storici servizi.

 

L'unico mercato che appare in crescita è quello dei voli verso le Isole, con la Sicilia che assorbe oltre 500mila passeggeri e la Sardegna in evidente progresso. Si tratta di un mercato in mano completamente alle low cost e quindi con un indotto medio a passeggero di limitato valore.

 

ROTTE EUROPEE - UNIONE EUROPEA

La seconda tabella evidenzia come lo sviluppo delle principali rotte europee sia ormai concentrato sulle Isole Britanniche e sulla Germania. Sul Regno Unito l'offerta è più frazionata sia per quanto riguarda gli aeroporti serviti sia per quanto riguarda il tipo di compagnia coinvolta, mentre le due principali rotte tedesche sono condotte in esclusiva dal Gruppo Lufthansa.

 

Lo sviluppo degli "hub" di Monaco e di Francoforte è determinato anche dalla mancanza di alternative per le prosecuzioni internazionali e intercontinentali che si è creato dopo la chiusura dei voli su Parigi di Air France, Iberia su Madrid e sempre del gruppo Lufthansa su Vienna e Zurigo.

 

Si evidenzia che la rotta storica su Parigi, effettuata in alcuni periodi con quattro voli giornalieri, ha saputo movimentare nel 2012 circa 120mila passeggeri, ridottisi a zero a partire dal 2016. Anche le rotte verso la Madrid e Barcellona, potenzialmente da oltre 100mila passeggeri annui, sono o sparite da tempo (vedi Barcellona) o recentemente (vedi Madrid).

 

Grazie al potenziamento di alcuni servizi, ci si aspetta per il 2019 un ulteriore incremento sulle rotte su Londra Stansted e su Amsterdam.

 

ROTTE INTERNAZIONALI EXTRA U.E.

I problemi di sicurezza a causa del terrorismo hanno determinato il declino di alcune località turistiche egiziane e tunisine, di fatto scomparse tra le rotte più trafficate. Solo Marsalam appare in ripresa, ma i dati complessivi attuali rispetto ai record del periodo 2004-2008 sono solo una frazione. 

 

Sono ben intonate, invece, le rotte verso l'Est Europa. Notevole lo sviluppo di Tirana e di Mosca, costante il dato di Kishinev. Si tratta di un mercato dall'alto potenziale ma, fino ad ora, poco sfruttato, visto che mancano i collegamenti diretti con quasi tutti i paesi dell'ex blocco comunista. Per il 2019 ci si aspetta un dato oltre i 50mila passeggeri anche per la rotta di Aeroflot tra Verona e Mosca Shemeretyevo.

 

RIASSUNTO PER PAESE E PER MERCATO

L'ultima tabella è forse la più significativa, in quanto riassume per singolo paese i dati di traffico dal 1999 ad oggi e il dato che colpisce di più è il mancato sviluppo o la scomparsi di alcuni mercati mentre, come citato in premessa, la politica di sviluppo pare concentrarsi unicamente sul mercato britannico, sulla Germania e sulla Russia.

 

Regno Unito e Germania sono arrivati nel 2018 al miglior risultato di sempre, mentre Spagna e Grecia sono nettamente sotto i dati di circa 20 anni fa e, nel caso della Spagna, destinati a peggiorare ulteriormente. Scomparse le destinazioni su Francia (per molti aeroporti italiani il primo mercato europeo) e Austria, un tempo servita dal gruppo Lufthansa come alternativa agli scali tedeschi. 

 

Notevole anche il calo del traffico extra Europa, con l'Africa che contabilizza nel 2018 quasi un terzo dei passeggeri del 2008, mentre il traffico verso l'Europa extra Unione Europea passa dai 205mila del 2008 ai 462mila del 2018.

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