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Collezione Noè: i Comet di Malpensa

Primo aereo a getto realizzato per portare passeggeri, primo volo commerciale di un jet per trasporto passeggeri e primo volo transatlantico commerciale. Ma anche primo incidente con vittime di un jet di linea e una marea di altri record, sia positivi, sia negativi.

 

L’autore di questi primati fu il De Havilland DH 106 “Comet”, un aviogetto passato direttamente dalla fabbrica alla leggenda, con una storia travagliata e complessa e costellata da mille soddisfazioni e da immani tragedie.

 

 

 

I suoi errori di progettazione, che portarono a diversi incidenti, servirono ai progettisti dei suoi successori a evitare che il trasporto aereo diventasse una roulette russa. Per la prima volta nella storia di aviazione commerciale s’iniziò a parlare di fenomeni come l’usura dei metalli, di cedimenti strutturali causati dai cicli di volo, di problemi di aerodinamicità e di portanza in determinate situazioni, tipo in alto angolo di attacco, aggravate dalla posizione dei motori che furono inglobati nelle ali. Una posizione, questa, che fu abbandonata dopo i primi esperimenti che furono comuni, in pratica, solo nell’AVRO Canada C102 e in due modelli di Tupolev, il Tu-104 e Tu-110.

 

Il primo volo di un Comet avvenne il 27 luglio 1949, appena tredici giorni prima del corrispondente primo volo dell’AVRO Canada C102, un progetto similare che però non ebbe fortuna. L’entrata in servizio avviene tre anni dopo, quando BOAC lo utilizza per il primo trasporto di passeggeri paganti su un aereo di linea a getto sulla rotta tra Londra e Johannesburg, portata a termine in circa 21 ore e con cinque scali intermedi.

 

 

 

I primi incidenti avvennero tra la fine del 1952 e l’inizio del 1953, quando due Comet fallirono il decollo a causa di una rotazione eccessiva al momento dello stacco. Il primo avvenne a Roma Ciampino, senza vittime, mentre il secondo, avvenuto a Karachi il 3 marzo 1953, determinò il primo incidente con vittime della storia dell’aviazione commerciale a getto.

 

 

 

L’Aeroporto di Roma Ciampino fu invece protagonista, indirettamente, di due incidenti che causarono la sospensione della produzione del Comet e alla sua riprogettazione. Il 10 gennaio 1954, venti minuti dopo il decollo dallo scalo romano per Londra, l’esemplare n.1 G-ALYP si disintegrò in volo nei paraggi dell’Isola d’Elba, causando la morte di 35 persone. Il 21 aprile 1954, sempre dopo il decollo da Ciampino (per Il Cairo), G-ALYY subì la stessa sorte all’altezza di Napoli, uccidendo 21 passeggeri e l’equipaggio. La flotta fu messa a terra e per diversi anni non si vide alcun Comet solcare il cielo ad eccezione dei voli di collaudo di successivi prototipi.

 

Il quadrigetto effettuò il suo secondo debutto sul mercato nel 1958 con la serie -4, in un momento in cui fecero la loro comparsa di alcuni modelli di gran successo che, di fatto, determinarono la fine del progetto “Comet”, il Douglas DC8, il Sud Aviation SE-210 “Caravelle” ed il Boeing 707.

 

 

 

Dan-Air London fu la compagnia che utilizzò maggiormente il Comet, con una flotta complessiva di 49 esemplari (su 114 costruiti). Fu anche l’ultima compagnia a utilizzare l’aereo per un volo commerciale nel novembre 1980. La sua rete di rotte di linea era focalizzata sull’Europa ma non comprendeva l’Italia che, invece, fu interessata da alcuni servizi charter. Un esemplare atterrò anche a Verona e fu prontamente ripreso dal nostro Luigi Ceranto.

 

 

 

La storia dei Comet ripresi in foto.

 

 

 

G-APMB – seriale 06422 – modello 4B

 

09/11/1959 – British European Airways

 

26/06/1970 – Channel Airways

 

09/04/1972 – Dan-Air London

 

Demolito nel 1993

 

 

 

G-BDIT – seriale 06467 – modello 4C

 

01/06/1962 – RAF Royal Air Force (come XR395)

 

29/08/1975 – Dan Air London

 

Demolito nel 1984

 

 

 

G-BDIU – seriale 06468 – modello 4C

 

12/03/1962 – RAF Royal Air Force (come XR396)

 

29/08/1975 – Dan-Air London

 

01/01/1981 – RAF Royal Air Force (come 8882M)

 

Demolito nel 1981

 

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