✈️ Nomi e Tradizione
Assegnare un nome proprio agli aeromobili è una tradizione adottata da molte compagnie aeree nel corso del tempo, trasformando il velivolo da una semplice macchina con un codice identificativo in un'entità con una sua "identità". Storicamente, questa usanza risale agli albori dell'aviazione commerciale. Ad esempio, la storica compagnia aerea statunitense Pan Am era famosa per dare ai suoi aerei il prefisso "Clipper" seguito da un nome distintivo (ad esempio, Clipper Cuba), una tradizione che richiamava il soprannome delle veloci navi mercantili a vela del XIX secolo, un modo per augurare loro fortuna e buon viaggio.
🎨 Particolarità nella Scelta dei Nomi
Le compagnie aeree scelgono i nomi dei loro aerei in base a criteri che spesso riflettono la loro cultura, storia nazionale o attrazioni turistiche significative:
· Omaggio al Territorio: Molte compagnie scelgono i nomi delle città locali, regioni o punti di riferimento del loro paese. Ad esempio, l'australiana Qantas nomina spesso i suoi aerei con nomi di città australiane o in onore di figure importanti della storia del continente e dell'arte aborigena.
· Identità Aziendale: Alcune compagnie utilizzano i nomi per rafforzare il proprio marchio. Ad esempio, JetBlue ha spesso incluso la parola "Blue" (blu) nei soprannomi dei suoi velivoli (come Blue Bird o DeeVee Auto Blu).
· Concorsi Pubblici: Non è raro che le compagnie aeree coinvolgano i passeggeri o i follower sui social media in concorsi per scegliere i nomi più creativi e originali per i nuovi aerei.
Città di Verona
Abbiamo notizia di almeno cinque aerei che, nella recente storia dell’aviazione commerciale, sono stati dedicati alla Città di Verona. Di questi cinque aerei solo due sono ancora in servizio e solo uno di questi, I-NEOU di Neos, reca ancora la dicitura “Città di Verona” sulla sua fiancata.
Purtroppo, uno dei cinque aerei (I-ATRH) è stato protagonista di un fatto tragico, come vedremo nel capitolo a esso dedicato. Ma andiamo con ordine, partendo dall’aeromobile che per primo ha avuto l’onore di essere dedicato alla nostra città.
✈️ I-DIRJ - Boeing 727-243 – Alitalia
Si tratta del secondo Boeing 727 consegnato ad Alitalia. Dopo aver effettuato il primo volo il 4 novembre 1976 ha raggiunto l’ex compagnia di bandiera il successivo 19 novembre per poi passare alla PEOPLExpress nell’aprile del 1984 con la matricola N577PE. Il velivolo ha terminato la sua storia operativa nel 2015, dopo la sua conversione in “cargo”, quando fu donato alla University of the Fraser Valley di Abbotsford (British Columbia, Canada) per essere utilizzato come strumento di addestramento per i corsi di studi di Ingegneria Aeronautica. Nel 2023 l’Università ha deciso poi di mettere all’asta la cellula dell’aereo, ritenuto non più utile per tali scopi.
✈️ I-ATRH – ATR 42-312 – ATI Aero Trasporti Italiani
Come scritto in premessa, I-ATRH fu coinvolto in un fatto tragico che ebbe grande rilevanza visto che tra la consegna dell’aeromobile e l’incidente trascorsero solo poche settimane. Ma vediamo nel dettaglio l’accaduto.
L'incidente del Volo Aero Trasporti Italiani (ATI) 460 è una pagina tragica dell'aviazione italiana, noto anche come il disastro di Conca di Crezzo. Ecco un riassunto dei fatti principali, del velivolo e delle conclusioni sull'incidente:
✈️ L'Incidente del Volo ATI 460
· Data e Ora: 15 ottobre 1987, intorno alle 19:30 (ora locale).
· Aeromobile: Un ATR 42-312 (marche I-ATRH), soprannominato "Città di Verona", un bimotore turboelica relativamente nuovo, consegnato ad ATI pochi mesi prima (14/05/1987).
· Rotta: Volo di linea Milano-Linate (LIN) a Colonia/Bonn (CGN), in Germania.
· Vittime: Non ci fu nessun superstite. Morirono tutti i 37 occupanti a bordo (3 membri dell'equipaggio e 34 passeggeri).
· Luogo dell'impatto: La Conca di Crezzo, una località boscosa e impervia nel Triangolo Lariano, tra i comuni di Lasnigo e Barni (Provincia di Como).
💥 La Dinamica
L'aereo decollò da Linate in condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da cielo coperto e presenza di fenomeni di ghiaccio in quota.
Circa 15 minuti dopo il decollo, durante la salita, l'aereo si trovò in condizioni di forte formazione di ghiaccio. L'accumulo di ghiaccio sulle ali e sulle superfici di controllo (fenomeno noto come Icing) compromise gravemente l'aerodinamica del velivolo. Il rapporto finale indicò che, a causa di questa situazione, l'aereo andò in stallo aerodinamico (perdita di portanza) e i piloti persero il controllo. L'ATR 42 precipitò, schiantandosi nella zona montuosa di Conca di Crezzo.
🔍 Le Cause dell'Incidente
L'inchiesta mise in luce che la causa principale del disastro fu la perdita di controllo dovuta alla formazione di ghiaccio sulle ali che alterò il profilo alare.
Tuttavia, il rapporto evidenziò anche diversi fattori contributivi cruciali:
1. Impianti Antighiaccio Insufficienti: L'efficacia del sistema di sghiacciamento dell'ATR 42 fu ritenuta non ottimale per le condizioni estreme incontrate.
2. Mancanza di Addestramento: I piloti non erano stati sufficientemente addestrati per riconoscere e gestire la perdita di controllo in condizioni di ghiaccio severo.
3. Manuali Operativi Carenti: I manuali in dotazione furono giudicati poco chiari o carenti nel fornire istruzioni adeguate alla gestione di tali emergenze, in particolare per la gestione dei flap in condizioni di ghiaccio.
L'incidente del Volo ATI 460 portò a modifiche significative nelle procedure operative e nei sistemi di protezione antighiaccio per la famiglia di aeromobili ATR, migliorando la sicurezza di questo popolare aereo di linea regionale.
Per approfondimenti
https://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Aero_Trasporti_Italiani_460
✈️ I-DATU – McDonnell Douglas MD-82 – Alitalia
Fu IL 38° MD-82 a essere consegnato ad Alitalia. Il primo volo avvenne il 1/11/1993 e fu consegnato ad Alitalia il 31 marzo 1994. Sono molte le foto dell’MD-82 “Città di Verona” scattate al Catullo, raccolte nella nostra collezione visibile al seguente link:
https://www.pitispotterclub.it/foto-verona-airport/alitalia/i-datu-città-di-verona/
I-DATU è rimasto in linea con Alitalia fino a fine 2009, quando passò alla Servisair Ltd che lo utilizzò fino al novembre de 2015, quando fu prima accantonato e poi demolito all’Aeroporto di San Bernardino (SBD).
✈️ I-NEOU – Boeing 737-86N – Neos
Si tratta dell’unico aereo, tra i cinque, a recare ancora il nome della nostra città sulla sua fusoliera. È il secondo 737 consegnato a Neos e, di gran lunga, l’aereo più vecchio ancora attivo nella flotta della compagnia.
I dati in nostro possesso indicano come 16/12/2002 la data del primo volo dell’aeromobile e come 24/01/2003 la data di consegna a Neos. Fino a inizio 2004 l’aereo recò sulla coda il simbolo del gruppo “TUI” a seguito della partnership tra l’IFIL degli Agnelli (Alpitour) e il gigante del turismo tedesco, mentre dalla primavera del 2004 tutti gli aerei Neos furono ridipinti con l’attuale logo.
✈️ EI-EXK – Airbus A320-232 – Livingston Compagnia Aerea
Dopo la liquidazione a seguito fallimento delle attività della Livingston Energy Flight, avvenuta nel 2011, all’inizio del 2012 prese il via l’operatività una nuova società che acquisì nome, diritti di atterraggio e altri asset della defunta. Furono acquisti in leasing cinque Airbus A320 e due Airbus A330 e il 320 EI-EXK fu dedicato alla Città di Verona, una delle basi della compagnia.
La nuova linea aerea ebbe però una storia breve e già nel giugno del 2014 fu costretta a interrompere le attività a causa della sospensione della licenza di volo da parte dell’ENAC. Dopo un breve periodo di ripresa (luglio-ottobre 2014), l’attività fu definitivamente sospesa il 7 ottobre 2014.
Attualmente l’Airbus A320 vola con la Lauda Europe con la matricola 9H-IHH.
Il futuro.
Vista la storia e il tipo di operatività potrebbero esserci future soprese soprattutto da Jet2 e TUI Airways che solitamente dedicano i loro aerei alle destinazioni più comuni nel loro network. In questo momento, nonostante le numerose rotte che uniscono Verona alle loro destinazioni nel Regno Unito, sia Jet2 (122 aerei) che TUI (63 aerei) non hanno un aereo dedicato alla Città di Verona.







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