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Aermacchi MB-339: L'eccellenza italiana tra purezza acrobatica e rigore tattico.

Aermacchi MB-339: L'eccellenza italiana tra purezza acrobatica e rigore tattico.

di Mauro Cassaro. 

Esistono macchine nate per volare e macchine nate per insegnare l'arte del volo. E poi esiste l’Aermacchi MB-339.

Nato dalla matita dell'Ing. Ermanno Bazzocchi, l’Aermacchi MB-339 non è solo un aereo; è l’espressione massima di una filosofia progettuale italiana che mette il pilota al centro di un ecosistema fatto di armonia aerodinamica e rigore operativo.

Non lasciatevi ingannare dalle sue linee pulite, quasi gentili, che da decenni disegnano il tricolore nei cieli di tutto il mondo. Sotto quella livrea che lo ha reso celebre con le Frecce Tricolori, batte il cuore di un guerriero versatile e di un maestro severo ma leale. Erede di una dinastia nobile - quella del leggendario MB-326- il "339" rappresenta l’apoteosi di una filosofia progettuale tutta italiana: la capacità di coniugare una manovrabilità millimetrica con l'affidabilità necessaria per portare un allievo pilota dal primo decollo fino alla soglia del regime transonico.

L'Aermacchi MB-339 ha saputo attraversare oltre quarant’anni di storia, trasformandosi da austero "ufficio" per allievi piloti a pennello d'acciaio per le formazioni acrobatiche più prestigiose del pianeta. Con la sua ala dritta che morde l’aria a basse velocità e il sibilo inconfondibile del turbogetto Rolls-Royce Viper, questo velivolo ha rappresentato per decenni il passaggio obbligato verso la linea caccia, insegnando a generazioni di piloti l'arte del combattimento e il valore della disciplina.

Ma se nelle scuole di volo come il 61° Stormo di Galatina ha forgiato il carattere dei "top gun" di domani, è sotto i fumi tricolori della nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale che il "Macchino" è diventato un’icona pop, un simbolo di identità nazionale capace di danzare in formazioni impossibili. 

In questo articolo, analizzeremo la triplice anima di un velivolo che ha saputo sfidare il tempo:

  • Il Maestro: Il ruolo insostituibile nella formazione dei piloti di quarta e quinta generazione.
  • L'Atleta: La perfezione acrobatica che lo ha reso l'ambasciatore d'Italia nel mondo.
  • Il Soldato: La sua faccia meno nota ma più cruda, quella del supporto tattico e dell'attacco leggero, capace di operare in contesti dove la tecnologia deve piegarsi al coraggio e alla perizia del pilota.

Allacciate le cinture: entriamo nel cockpit di un pezzo di storia che, ancora oggi, rifiuta di scendere a terra.

Frecce Tricolori (Pattuglia Acrobatica Nazionale) – Italia

Il legame tra il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico e l'MB-339 è quasi simbiotico.

  • Ingresso in servizio: 1982.
  • Motivazioni: Sostituire il glorioso ma pesante Fiat G-91 PAN con una macchina più agile, capace di un raggio di virata ridotto e di un rapporto spinta-peso ottimale per il volo "a vista".
  • Struttura: Militare (Aeronautica Militare).
  • Configurazione: 10 velivoli (9+1 solista), la formazione più numerosa al mondo.
  • Esibizioni: Basate a Rivolto (Udine), le Frecce solcano i cieli di tutto il mondo. Il loro programma è un mix di tecnica pura (il "Cardioide") e poesia visiva, con l'uso di fumi tricolori (biodegradabili) che restano il marchio di fabbrica inimitabile.

 

L'Italia resta il principale operatore di MB-339, ma con una flotta in contrazione programmata.

  • 61° Stormo (Galatina - Lecce): È il "cuore" dell'addestramento. Opera con le versioni MB-339A(ormai in fase di dismissione finale) e MB-339CD (la versione con cockpit digitale). I velivoli sono in forza al 213° Gruppo (addestramento basico) e al 214° Gruppo.
  • 313° Gruppo Addestramento Acrobatico (Rivolto - Udine): Le Frecce Tricolori, che operano circa 15-18 velivoli in versione PAN per garantire la formazione da 10 e le riserve.
  • Reparto Sperimentale di Volo (Pratica di Mare): Utilizza un numero limitato di esemplari per attività di test e supporto.
  • Numeri stimati: Circa 50-60 esemplari totali ancora in inventario, di cui una parte in riserva o pronti alla radiazione man mano che entrano in servizio i nuovi M-345 e M-346.

Dal punto di vista del pilotaggio, il "339" è una macchina onesta. La sua ala dritta garantisce una portanza eccellente anche a basse velocità, fondamentale per le figure "lente" della PAN come il Lomcovák (una figura di stallo dinamico che pochi jet possono eseguire con la stessa grazia).

La versione PAN è stata alleggerita di ogni sistema d'arma e dei serbatoi d'estremità (tip tanks), sostituiti da raccordi aerodinamici per ridurre l'inerzia di rollio. Questo permette ai piloti di "sentire" l'aereo come un'estensione del proprio braccio.

Al Fursan (I Cavalieri) - Emirati Arabi Uniti

Se c’è una pattuglia che può definirsi "figlia" della scuola italiana, è quella degli Emirati Arabi.

  • Ingresso in servizio: Sette esemplari consegnati dal 1984 al 1992; matricole da 431 a 437. Altri dieci esemplari per il “National Aerobatic Team Al Fursan of United Arab Emirates”, ottenuti per conversione di MB-339A nel 2010 (operativi dal 2011).
  • Motivazioni: Gli Emirati cercavano un velivolo che permettesse di replicare lo stile acrobatico europeo. La scelta cadde sull'MB-339NAT (una versione specifica).
  • Struttura: Militare (UAE Air Force).
  • Configurazione: 7 velivoli, a simboleggiare i sette emirati.
  • Esibizioni: Celebri per la loro livrea nera e oro, si esibiscono principalmente nei grandi Air Show del Golfo (Dubai, Abu Dhabi) e occasionalmente in Europa. Il loro addestramento iniziale è avvenuto proprio a Rivolto, sotto la guida dei piloti italiani.

Gli Al Fursan hanno recentemente iniziato la transizione per sostituire i loro storici Aermacchi MB-339NATcon il nuovo velivolo scelto dagli Emirati Arabi Uniti: l'Hongdu L-15A "Falcon", un jet di fabbricazione cinese di ultima generazione.

Nonostante il cambio di macchina, gli Al Fursan hanno mantenuto la loro iconica livrea nera e oro, che simboleggia il petrolio e la sabbia del deserto, i due pilastri della ricchezza degli Emirati. I nuovi L-15A sono già stati avvistati e presentati ufficialmente durante il Dubai Airshow 2023, dove hanno iniziato a volare in formazione mista o affiancata ai vecchi MB-339 prima del ritiro definitivo di questi ultimi. 

Con l'ingresso in servizio degli L-15 (ne sono stati ordinati 12 con opzione per altri 36), i vecchi MB-339 saranno progressivamente ritirati dalla linea di volo acrobatica. Alcuni esemplari potrebbero essere mantenuti per compiti di collegamento o addestramento secondario, ma la loro carriera come protagonisti degli air show nel Golfo è giunta al termine. 

Escuadrilla Acrobática "Los Diablos Rojos" - Perù

Sedici esemplari consegnati nel 1981-1982; matricole 452, 456, 467, 468, 473, 477, da 479 a 482, da 484 a 487, 495 e 496. 

Nel panorama sudamericano, l'MB-339 ha lasciato un'impronta indelebile grazie alla Fuerza Aérea del Perú (FAP).

  • Ingresso in servizio: Sedici esemplari di MB-339AP (la variante specifica per il paese) consegnati nel 1981-1982; matricole 452, 456, 467, 468, 473, 477, da 479 a 482, da 484 a 487, 495 e 496.
  • Motivazioni: La macchina fu scelta non solo per l'addestramento avanzato, ma anche per la sua capacità di attacco leggero. La creazione della pattuglia "Los Diablos Rojos" fu voluta dal Comando Generale per dimostrare l'abilità dei piloti peruviani e la versatilità del nuovo jet italiano.
  • Struttura: Militare (Fuerza Aérea del Perú, operata dal Gruppo Aereo N° 51).
  • Configurazione: Solitamente operavano con una formazione di 4 velivoli.
  • Livrea ed Esibizioni: I velivoli erano caratterizzati da una spettacolare livrea rosso-arancio e bianca(molto diversa dal classico schema mimetico o dal blu delle Frecce). Si esibivano principalmente in patria, presso la base di Las Palmas a Lima, durante le celebrazioni per il giorno della FAP.
  • Storia e Scioglimento: Purtroppo, la storia acrobatica del 339 in Perù fu segnata da un tragico incidente. Nel febbraio del 1985, durante un allenamento, due velivoli entrarono in collisione. Questo evento, unito alle difficoltà economiche del periodo, portò allo scioglimento della squadra nel 1986. I velivoli superstiti tornarono ai loro ruoli primari di addestramento e supporto tattico, venendo poi riattivati anni dopo per compiti operativi.

RNZAF - Royal New Zealand Air Force ed i Black Falcons

La Royal New Zealand Air Force (RNZAF) ha operato una versione molto avanzata del velivolo, l'MB-339CB, dotata di avionica digitale e sistemi d'arma che lo rendevano un eccellente "lead-in fighter trainer" (addestratore al combattimento). La loro versione era tecnicamente superiore a quella della nostra PAN dell'epoca (il modello "C" aveva un cockpit con display multifunzione che l'Italia avrebbe adottato solo più tardi). 

  • Ingresso in servizio: Diciotto MB-339C sono stati consegnati dal 1991 al 1993; matricole da NZ6460 a NZ6477, principalmente per sostituire i BAC Strikemaster.
  • Il Gruppo Acrobatico: La pattuglia dei Black Falcons fu formata ufficialmente nel 2000 presso il No. 14 Squadron della base di Ohakea.
  • Motivazioni: Celebrare il nuovo millennio e dimostrare le capacità della flotta jet della Nuova Zelanda.
  • Struttura: Militare.
  • Configurazione: 5 velivoli, pilotati dagli istruttori del 14° Gruppo.
  • Caratteristiche uniche: Gli MB-339CB neozelandesi volavano con la livrea mimetica standard ma erano equipaggiati con generatori di fumo bianco e taniche alle estremità alari modificate (fume pods).
  • Esibizioni: Il loro debutto avvenne il 1° gennaio 2000 al Gisborne Millennium Airshow. Fu una carriera gloriosa ma brevissima.

La storia acrobatica neozelandese subì un colpo d'arresto storico. Nel maggio 2001, il governo della Nuova Zelanda prese la controversa decisione di abolire completamente la propria capacità di combattimento aereo. Sia gli MB-339 che gli A-4 Skyhawk furono messi a terra e messi in vendita. I "Black Falcons" cessarono di esistere come pattuglia jet, e per molti anni la RNZAF rimase senza una formazione acrobatica.

Oggi la pattuglia è stata ricostituita (dal 2015), ma vola sui turboelica T-6C Texan II. Nonostante la livrea nera e bianca sia bellissima, il fischio del reattore italiano è un ricordo che i veterani di Ohakea conservano ancora con nostalgia, con il rammarico che una decisione politica abbia interrotto quella che sarebbe potuta diventare una delle pattuglie più iconiche del Pacifico.

Dal 2012 nove MB-339C sono operati dalla Draken Int’l, Contractor dello US Dept of Defense per ruoli Adversary e sperimentazione di equipaggiamenti e tattiche; matricole civili americane N339EM, da N341EM a N344EM, da N346EM a N349EM. 

Altri operatori civili e militari, hanno apprezzato le qualità dell'Aermacchi MB-339:

GAF - Ghana Air Force

L'utilizzo dell'MB-339 nella Ghana Air Force (GHF) rappresenta un caso di studio interessante su come una piccola forza aerea africana possa impiegare un addestratore avanzato per coprire più ruoli operativi, dalla scuola di volo alla difesa dello spazio aereo.

Il Ghana ha operato una versione specifica denominata MB-339A (o MB-339G).

Ecco i dettagli del loro impiego:

Acquisizione e Consolidamento

  • Periodo: Il Ghana ordinò inizialmente due velivoli nel 1987, seguiti da altri due nel 1988; matricole da GAF800 a GAF803.
  • Motivazioni: La GHF aveva bisogno di un sostituto per i vecchi MB-326 (la versione precedente) e cercava una macchina che potesse fungere sia da addestratore per i piloti destinati alla linea jet, sia da velivolo per la sicurezza nazionale in grado di operare da piste non eccessivamente lunghe.
  • Armamento: In Ghana, i 339 sono stati spesso visti configurati con pod per mitragliatrici da 12,7 mm e lanciarazzi non guidati. Questa configurazione "Light Attack" era ideale per il pattugliamento dei confini e per missioni di contro-insorgenza, sebbene il paese sia rimasto relativamente stabile.
  • Base Operativa: I velivoli sono stati basati principalmente presso la Base Aerea di Tamale, nel nord del paese, un punto strategico per il monitoraggio regionale.

Addestramento e Cooperazione Internazionale

L'MB-339 ha permesso alla Ghana Air Force di mantenere uno standard di addestramento elevato, riconosciuto in tutta l'Africa occidentale.

  • Scuola di Volo: Il 339 è stato utilizzato per il passaggio dei piloti dal volo basico (elica) al volo a reazione.
  • Esercitazioni: Spesso i piloti ghanesi hanno partecipato a esercitazioni congiunte con nazioni vicine e partner internazionali (come gli USA), utilizzando l'MB-339 per simulare attacchi al suolo e coordinamento con le truppe di terra.
  • Modernizzazione e Sostituzione: Nel corso dell'ultimo decennio, il Ghana ha cercato di mantenere operativi i propri "Macchi" anche attraverso contratti di revisione con l'industria italiana. Tuttavia, con l'invecchiamento delle cellule e la difficoltà di reperire pezzi di ricambio per il motore Viper, la GHF ha iniziato a guardare verso alternative più moderne (come l'L-39NG o l'EMB-314 Super Tucano per l'attacco leggero).

Per il Ghana, l'MB-339 non è stato solo un aereo, ma un simbolo di prestigio tecnologico. In un contesto regionale dove molte forze aeree faticano a mantenere una linea jet operativa, il "339" ha permesso ai piloti ghanesi di vantare una preparazione tecnica di scuola europea, molto apprezzata quando questi stessi piloti vengono impiegati in missioni di pace delle Nazioni Unite (anche se in ruoli di trasporto o elicotteristici).

NAF – Nigerian Air Force

Per la Nigerian Air Force (NAF), il "Macchi" non è stato solo una scuola di volo, ma un vero e proprio assetto da combattimento.

Alla fine degli anni '70, la Nigeria cercava di modernizzare una flotta composta da vecchi MiG-17 sovietici e dai primi jet occidentali. La scelta cadde sul MB-339A, la versione iniziale del gioiello varesino.

  • Periodo: L'ordine di 12 esemplari venne finalizzato nel 1979, con le prime consegne iniziate nel 1981 e terminate nel 1985; ; matricole da NAF301 a NAF312. 
  • Motivazioni: La NAF aveva bisogno di una macchina "multiruolo" nel senso più stretto del termine. L'MB-339 offriva:
  • Dual-role: Capacità di addestramento avanzato per i piloti destinati ai Jaguar e ai MiG-21, unita a una spiccata attitudine all'attacco leggero (COIN - Counter Insurgency).
  • Affidabilità: Il motore Rolls-Royce Viper era noto per la sua robustezza, ideale per il clima e le infrastrutture logistiche dell'Africa occidentale.
  • Costi: Un eccellente rapporto costo-efficacia rispetto a caccia supersonici più onerosi.

Gli MB-339 nigeriani sono stati inquadrati principalmente nel 303 Flying Training School di Kano. Tuttavia, la loro carriera non si è limitata ai voli d'istruzione.

  • Impiego Tattico: Grazie ai suoi 6 piloni subalari, la NAF ha utilizzato il 339 con pod per mitragliatrici, razzi e bombe a caduta libera. È stato un pilastro per il pattugliamento dei confini e per mostrare la bandiera in un'area geopoliticamente instabile.
  • Manutenzione e Declino: Come spesso accade nelle aviazioni africane, la flotta ha sofferto per la cronica mancanza di parti di ricambio e budget negli anni '90 e primi 2000. Molti esemplari finirono "grounded" (a terra) per anni.

La storia del 339 in Nigeria ha avuto un secondo tempo inaspettato. Nel 2006, grazie a un accordo con Alenia Aermacchi, la NAF ha avviato un programma di revisione profonda (Life Extension Program) per riportare in volo circa la metà della flotta originale.

Questo sforzo è stato dettato dall'emergenza Boko Haram. La necessità di aerei capaci di volare "bassi e lenti" per colpire obiettivi precisi nella foresta di Sambisa ha ridato centralità all'addestratore italiano, prima dell'arrivo di assetti più moderni come l'A-29 Super Tucano.

ERAF – Eritrean Air Force

L'Eritrea ottenne l'indipendenza formale dall'Etiopia nel 1993, ereditando poco o nulla in termini di assetti aerei. La giovanissima Eritrean Air Force (ERAF) aveva bisogno di costruire una classe di piloti da zero, ma con un occhio sempre rivolto al minaccioso vicino etiope.

  • Periodo: L'ordine fu siglato a metà degli anni '90, con la consegna di 6 velivoli nella versione MB-339CE tra il 1996 e il 1997; matricole da ERAF404 a ERAF409. 
  • La Variante: La sigla "CE" è fondamentale: si tratta di una versione potenziata con il motore Viper 680-43 (più spinta) e un'avionica digitale migliorata, dotata di un HUD (Head-Up Display) moderno e di una suite di autoprotezione (chaff e flares) rendendolo quasi un caccia leggero d'attacco piuttosto che un semplice addestratore.
  • Motivazioni: La scelta di Aermacchi non fu casuale. L'Italia aveva legami storici con l'area e il 339 era l'unico velivolo in grado di garantire un passaggio fluido verso i jet da combattimento (che sarebbero arrivati poco dopo dalla Russia) pur mantenendo costi di gestione sostenibili per una nazione appena nata.

Il Battesimo del Fuoco: La Guerra con l'Etiopia (1998-2000)

Mentre i 339 nigeriani operavano in un contesto di "polizia aerea", i Macchi eritrei affrontarono una guerra convenzionale brutale: il conflitto di confine tra Eritrea ed Etiopia.

  • Missioni d'Urgenza: Allo scoppio delle ostilità, l'Eritrea non aveva ancora i suoi MiG-29. Gli MB-339CE divennero la prima linea di difesa. Vennero impiegati per il supporto tattico ravvicinato (CAS) contro le colonne di terra etiopi.
  • L'Episodio Chiave: Il 5 giugno 1998, gli MB-339 eritrei colpirono l'aeroporto di Macallè (Mekelle) in Etiopia. Fu un'azione audace che dimostrò la precisione della piattaforma, ma che innescò anche una violenta escalation.
  • Il duello impari: In quegli anni si videro scontri surreali: gli MB-339 eritrei si trovarono a dover schivare i missili degli imponenti Su-27 etiopi. Nonostante la disparità tecnologica, l'agilità del Macchi e la sua bassa segnatura termica permisero loro di sopravvivere a diverse intercettazioni.

Con l'arrivo dei caccia supersonici (MiG-29 ed esuberi di Su-27), il ruolo del 339 è tornato a essere quello per cui era nato: l'addestramento e il mantenimento della qualifica per i piloti della ERAF.

Tuttavia, il mantenimento della flotta diventò un incubo logistico a causa dell'embargo sulle armi e delle sanzioni internazionali che colpirono l'Eritrea per lungo tempo, rendendo difficile l'approvvigionamento di ricambi originali da Varese. Ad oggi, si stima che solo un paio di esemplari siano ancora in condizioni di volo o "stored" (conservati) presso la base di Asmara.

RMAF - Royal Malaysian Air Force

Mentre l'Italia celebrava l'MB-339 come ambasciatore di pace e acrobazia, la Malesia intravedeva nel jet di Varese una risorsa strategica fondamentale per la modernizzazione della propria linea da caccia. In un teatro operativo caratterizzato da distanze oceaniche e giungle fitte, il "Macchino" ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano, diventando il pilastro su cui è stata costruita la professionalità dei piloti della RMAF (Royal Malaysian Air Force).

La storia malese del 339 inizia in due fasi distinte, segnate da un'evoluzione tecnologica costante.

  • Data di entrata in servizio: 1983 (prima serie) e 2009 (seconda serie).
  • Numero di velivoli: La Malesia ha operato un totale di 21 velivoli. I primi 13 esemplari erano della versione MB-339AM (Macchi Malaysia), matricole da M34-01 a M34-13, seguiti da altri otto MB-339C, con avionica dell’MB-339CD2, consegnati nel 2009; matricole da M34-14 a M34.-21.
  • Motivazioni dell'acquisto: Sostituire i vecchi Canadair CL-41 Tebuan. La RMAF necessitava di un addestratore avanzato che potesse preparare i piloti ai sistemi d'arma complessi dei caccia di prima linea, come l'F/A-18 Hornet e il Sukhoi Su-30MKM.
  • L'impiego è rigorosamente militare, inquadrato nella TUDM (Tentera Udara Diraja Malaysia).
  • Il Gruppo di Volo: Il cuore operativo è il No. 15 Squadron (conosciuto come "The Panthers"), basato presso la Base Aerea di Kuantan.
  • Ruolo Operativo: Oltre all'addestramento, la versione CM è dotata di un'avionica allo stato dell'arte che permette l'uso di missili aria-aria e armamento di precisione, rendendolo un efficace caccia leggero per il pattugliamento costiero. 

Sebbene la Malesia non abbia una pattuglia acrobatica permanente con un nome evocativo come le nostre "Frecce", l'MB-339 è stato il protagonista indiscusso delle cerimonie nazionali.

  • Luoghi delle esibizioni: Il cielo sopra Kuala Lumpur durante il Merdeka Day (Giorno dell'Indipendenza) e, soprattutto, l'isola di Langkawi durante il celebre LIMA (Langkawi International Maritime and Aerospace Exhibition).
  • Tipo di esibizione: In queste occasioni, il No. 15 Squadron forma spesso pattuglie da 4 o 6 velivoliche eseguono manovre acrobatiche collettive con l'uso di fumi colorati, dimostrando la precisione della scuola di volo malese, fortemente influenzata dagli standard europei.

 

Dal punto di vista tecnico, l'MB-339CM malese è una delle versioni più affascinanti. È dotato di una sonda per il rifornimento in volo (opzionale, ma predisposta), una caratteristica rarissima per un addestratore di queste dimensioni, necessaria per le vaste distanze del Mar Cinese Meridionale. Pilotare un "CM" a Kuantan significa avere tra le mani un cockpit che è quasi identico a quello di un caccia moderno, permettendo agli allievi una transizione senza soluzione di continuità verso i jet supersonici.

FAA - Fuerza Aérea Argentina

Se la storia dell'MB-339 è scritta in gran parte con i colori delle manifestazioni aeree, il capitolo argentino è tracciato con il grigio opaco della guerra aeronavale. È qui che il piccolo addestratore italiano ha affrontato la prova del fuoco, diventando l’unico velivolo della sua categoria a sfidare una flotta moderna in un conflitto ad alta intensità.

Il legame tra l'Argentina e l'Aermacchi ha radici profonde (già con l'MB-326), ma la storia del "339" inizia ufficialmente nel 1981.

  • Data di entrata in servizio: gennaio 1981.
  • Numero di velivoli: L’Armada de la República Argentina (ARA) acquistò 10 esemplari nella versione MB-339AA nel 1980-1981; matricole da 4A-110/0761 a 4A-119/0770.
  • Il Gruppo di Volo: Furono assegnati alla 1° Escuadrilla Aeronaval de Ataque (EA11), basata presso la Base Aeronaval Punta Indio.
  • Motivazioni dell'acquisto: La Marina argentina cercava un velivolo "Lead-in Fighter Trainer" che potesse operare anche come aereo da attacco leggero imbarcato (sebbene l'uso sulla portaerei 25 de Mayo fosse limitato rispetto ai cugini Skyhawk).

Il Battesimo del Fuoco: Malvinas 1982

A poco più di un anno dal loro arrivo, gli MB-339 furono proiettati nel conflitto delle Falkland/Malvinas. Furono gli unici jet argentini a operare direttamente dalle isole, rischierati sulla pista di Puerto Argentino (Port Stanley), una striscia di asfalto troppo corta per i Mirage o gli Skyhawk, ma perfetta per il "339".

  • Tipo di struttura: Militare (Aviazione Navale).
  • Teatro operativo: Isole Falkland/Malvinas.
  • Missioni: Attacco al suolo, ricognizione armata e supporto tattico.

Un'Impresa Storica: Owen Crippa e la HMS Argonaut

Il momento più celebre nella storia militare di questo aereo avvenne il 21 maggio 1982. Il Tenente di Vascello Owen Crippa, a bordo di un MB-339AA, durante una missione di ricognizione solitaria nella Baia di San Carlos, si trovò di fronte l'intera flotta da sbarco britannica. 

Con una manovrabilità che solo il 339 può offrire, Crippa si tuffò tra le navi nemiche, attaccando la fregata HMS Argonaut con il cannone da 30 mm e razzi, causandole danni e riuscendo poi a sfuggire a una selva di missili e contraerea rientrando alla base. 

L'esperienza argentina ha dimostrato la versatilità del progetto Bazzocchi: un aereo nato per insegnare a volare si è rivelato una piattaforma di tiro stabile e incredibilmente difficile da abbattere grazie alla sua bassa segnatura termica e agilità. Senza i serbatoi d'estremità, il 339 nelle Malvinas era un bersaglio piccolo e sfuggente che ha guadagnato il rispetto degli avversari. 

L'azione di Owen Crippa è studiata ancora oggi nelle accademie militari per audacia e perizia tecnica.

  • Epilogo: Degli esemplari rischierati sulle isole, cinque furono catturati o distrutti dai britannici dopo la resa. I superstiti continuarono a servire in Argentina fino alla metà degli anni '90, quando la difficoltà nel reperire ricambi per il motore Viper (causata dall'embargo britannico post-guerra) portò alla loro progressiva radiazione.

A differenza della PAN, l'MB-339 argentino non ha avuto una "pattuglia acrobatica" dedicata. Le sue esibizioni erano limitate ai "Open Days" delle basi navali o alle parate del 17 maggio (Giorno dell'Armata Argentina), dove venivano mostrate formazioni tattiche a bassa quota.

Draken International USA (Realtà Civile/Aggressor) 

 

La Draken International è quella che potremmo definire la più grande aeronautica militare privata che la rende unica nel panorama aeronautico mondiale. È una società statunitense con sede a Lakeland, in Florida, specializzata nel fornire servizi di addestramento avanzato alle forze armate governative, in particolare agli Stati Uniti (USAF, Navy e Marines) e ai loro alleati, utilizzando anche l'MB-339nell'addestramento tattico a bassa quota.

La Draken offre servizi di Adversary Air (Red Air). In parole semplici, i loro piloti interpretano il ruolo dei "nemici" (gli aggressori) durante le esercitazioni militari.

  • Il vantaggio: Costa molto meno per il governo americano pagare la Draken per volare contro i propri F-22 o F-35 piuttosto che utilizzare un altro F-35 come bersaglio.
  • Tattiche: I piloti della Draken sono quasi tutti ex-militari d'élite (ex istruttori di Top Gun o dellaWeapons School) che conoscono perfettamente le tattiche delle potenze straniere e le riproducono per addestrare i piloti di prima linea.

Draken possiede oltre 100 velivoli jet, una flotta superiore a quella di molte nazioni sovrane.

  • MB-339CB: Come abbiamo visto, possiedono i 9 esemplari ex-neozelandesi usati principalmente per l'addestramento JTAC (Joint Terminal Attack Controller), ovvero per addestrare le truppe a terra a guidare gli attacchi aerei, grazie alla capacità del 339 di volare "basso e lento" con estrema precisione.
  • Altri velivoli: Draken ha in flotta anche Douglas A-4 SkyhawkAero L-159 Honey BadgerMirage F1Atlas Cheetah e recentemente ha acquisito decine di F-16 dai Paesi Bassi e dalla Norvegia.

La Draken rappresenta il futuro dell'addestramento militare: l'outsourcing. Invece di consumare le preziose ore di volo dei moderni caccia stealth per compiti di routine, i militari chiamano i "professionisti della Draken" che arrivano con i loro MB-339 o Mirage per dare battaglia. 

I velivoli MB-339 della Draken International negli Stati Uniti sono paradossalmente quelli con la vita operativa residua più interessante. Essendo esemplari ex-neozelandesi (modello CB) mantenuti con standard quasi maniacali da una società privata, vengono utilizzati quotidianamente per addestrare i piloti della Marina e dell'Aeronautica americana

Chi ha valutato l'MB-339 senza acquisirlo?

L'MB-339 è stato protagonista di diverse gare internazionali dove è arrivato spesso tra i finalisti, perdendo talvolta per ragioni politiche o industriali più che tecniche.

  • Stati Uniti (Programma JPATS): Forse la valutazione più celebre. Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, Aermacchi (in collaborazione con Lockheed) presentò l'MB-339 T-Bird II per il concorso Joint Primary Aircraft Training System. Pur essendo tecnicamente eccellente, il concorso fu vinto dal Beechcraft T-6 Texan II (un turboelica), poiché il requisito si era spostato su una macchina dai costi d'esercizio più bassi per l'addestramento primario.
  • Australia: Venne valutato negli anni '80 per sostituire l'MB-326 (che gli australiani producevano su licenza), ma la RAAF scelse alla fine il Pilatus PC-9 per l'addestramento basico e l'Hawk per quello avanzato.
  • Belgio: Fu considerato come potenziale successore dei Fouga Magister, ma la scelta ricadde sull'Alpha Jet (prodotto dalla vicina Francia/Germania).
  • Grecia: L'Hellenic Air Force valutò il 339 in diverse occasioni per modernizzare la sua linea di addestramento, preferendo però altre soluzioni (come il T-2 Buckeye e successivamente l'M-346).
  • Polonia: L'Aeronautica polacca valutò con grande interesse la macchina italiana alla fine degli anni '90 come alternativa alla modernizzazione dei loro TS-11 Iskra, ma ragioni di budget e politiche interne ritardarono ogni acquisto fino all'arrivo del successore M-346.

Il futuro velivolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale

Dopo oltre 40 anni di onorato servizio, il "339" si prepara a cedere il testimone a un successore che rappresenta lo stato dell’arte dell’addestramento mondiale: il Leonardo M-346 Master (denominato T-346A).

Questo passaggio, previsto per completarsi entro il 2028, non è una semplice sostituzione, ma una vera rivoluzione generazionale. Ecco come cambieranno le "scie" nel cielo:

  • Dall'Analogico al Digitale: Se l'MB-339 è un aereo "di braccio", dove la sensibilità del pilota è collegata meccanicamente alle ali, l'M-346 è un bimotore gestito da un sistema Fly-by-Wire. Questa tecnologia permetterà manovre ad angoli d'attacco estremi, tipici dei caccia di 5ª generazione come l'F-35, rendendo le esibizioni ancora più dinamiche e muscolose.
  • Un Nuovo Volto (Pininfarina): Il "nuovo corso" è stato battezzato visivamente nel settembre 2024 con la presentazione della livrea firmata Pininfarina. Il design, intitolato "Rinascimento del Tricolore", avvolge le forme sinuose dell'aereo con linee geometriche che esaltano il senso di velocità, garantendo la riconoscibilità della formazione in ogni assetto acrobatico.
  • La Sfida del Programma: I piloti della PAN dovranno "reinventare" il programma. La sfida sarà duplice: gestire le maggiori dimensioni e le turbolenze di scia del bimotore nel volo in formazione stretta, e adattare le manovre soliste (come il celebre Lomcovák) alle logiche digitali del nuovo velivolo.

L’MB-339 chiude un’epoca d’oro, ma l’M-346 promette di scriverne una altrettanto gloriosa, confermando che, nonostante i motori e le tecnologie cambino, l'eleganza e la precisione italiana restano il punto di riferimento del volo acrobatico mondiale.

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