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Aeroporto di Verona: i voli per la Spagna crescono in gennaio del 41%, ma i numeri svelano un potenziale ancora inespresso

Il mese di gennaio 2026 porta un sorriso a metà per l'Aeroporto Valerio Catullo di Verona per quanto riguarda i collegamenti con la Spagna. Se da un lato si registra un'ottima crescita percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dall'altro un'analisi più profonda dei dati rivela una realtà in cui lo scalo veronese fatica a tenere il passo con il resto d'Italia, frenato da una cronica mancanza di voli stabili e da una domanda dei passeggeri che supera di gran lunga l'offerta attuale.

  I numeri: una crescita a doppia cifra che non basta

 

I dati di gennaio 2026 parlano di 14.155 passeggeri transitati tra Verona e gli aeroporti spagnoli. Un dato sicuramente incoraggiante se confrontato con i 10.013 passeggeri del gennaio 2025, che si traduce in un balzo del +41,37%.

 

A trainare questa crescita sono state soprattutto le grandi città: Barcellona ha registrato 5.563 passeggeri (+46,74%), seguita da Madrid con 4.543 (+18,52%). Nel segmento charter in evidenza Gran Canaria, che con 1.625 passeggeri segna un +258,72%, segno di un cambio nell’operativo di Neos a dimostrazione del forte interesse per le mete calde anche in pieno inverno. Ottimo anche il debutto invernale di Bilbao, che ha mosso quasi 700 passeggeri.

 

Tuttavia, allargando lo sguardo al panorama nazionale, la prospettiva cambia radicalmente.

 

 

 

 

 

Verona "nana" rispetto ai competitor nazionali

 

Guardando la classifica degli scali italiani per traffico verso la Spagna, Verona si posiziona solo al quattordicesimo posto. I 14.155 passeggeri del Catullo appaiono quasi insignificanti se paragonati non solo ai colossi come Roma Fiumicino (oltre 424 mila) o Milano Malpensa (292 mila), ma anche ai vicini di casa.

 

Il confronto con il bacino del Nord-Est e della Lombardia è significativo: Bergamo muove 145.300 passeggeri, Venezia 115.562 (in crescita del 18,1%) e perfino Treviso supera i 51.000 transiti. Questo divario non è giustificato da una mancanza di bacino d'utenza nel veronese, ma da una precisa carenza strutturale dell'offerta.

Il campanello d'allarme: aerei pieni e voli "fantasma"

 

Il vero paradosso dell'asse Verona-Spagna risiede in un dato tecnico inequivocabile: il coefficiente di riempimento (Load Factor) dei voli di linea.

 

A gennaio 2026, la media di riempimento degli aerei è stata di un impressionante 90,12%. Spiccano in particolare i voli per Bilbao, pieni al 96,67%, e per Madrid al 93,13%. Anche Barcellona viaggia con un solido 87,80%.

 

Nel gergo aeronautico, aerei costantemente così pieni significano una cosa sola: la domanda è di gran lunga superiore all'offerta. I passeggeri veneti vogliono volare in Spagna, ma banalmente non ci sono abbastanza aerei o frequenze per accoglierli, costringendoli spesso a ripiegare su Bergamo, Venezia o Bologna.

 

A questo si aggiunge la forte stagionalità delle rotte. Analizzando i dati storici del 2025, è evidente come molte destinazioni (come Ibiza, Minorca e Palma di Maiorca) siano considerate puramente estive, scomparendo del tutto dai radar durante l'inverno. Manca una rete di voli stabili, continuativi e frequenti per tutto l'anno che possa servire non solo il turismo leisure, ma anche il traffico d'affari o le fughe nei weekend.

 

Conclusioni: una miniera d'oro in attesa di essere sfruttata

 

I dati di gennaio 2026 dell'Aeroporto di Verona lanciano un messaggio chiaro alle compagnie aeree: il mercato c'è, è in forte crescita e chi vola riempie gli aerei fino all'ultimo sedile.

 

L'aumento del 41% dimostra che quando l'offerta viene timidamente ampliata, il territorio risponde immediatamente. Per uscire dalle retrovie della classifica nazionale e smettere di cedere passeggeri agli aeroporti limitrofi, Verona ha urgente bisogno di investimenti in termini di frequenze annuali e nuove rotte stabili verso la Penisola Iberica. Il potenziale inespresso è sotto gli occhi di tutti: ora servono gli aerei per farlo decollare.

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Commenti: 1
  • #1

    aldo Giuseppe (venerdì, 20 febbraio 2026 09:30)

    Cionciordo pienamente con quanto proposto.