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Analisi Traffico Verona - Regno Unito: gennaio 2026 in forte espansione, ma attenzione al "caso" Manchester

Analisi Traffico Verona - Regno Unito: gennaio 2026 in forte espansione, ma attenzione al "caso" Manchester

 

Il 2026 si apre con il botto per l'asse aereo tra l'Aeroporto Catullo di Verona e il Regno Unito. I dati di traffico di gennaio, forniti da ACL, restituiscono un quadro di forte e decisa crescita, confermando l'importanza strategica del mercato britannico per lo scalo scaligero, sia per quanto riguarda i voli di linea che per la forte componente charteristica legata al turismo invernale.

 

I numeri generali: un inizio d'anno eccellente

Guardando al dato aggregato (Linea + Charter), gennaio 2026 si chiude con ben 38.803 passeggeri totali, segnando un netto passo in avanti rispetto ai 30.390 dello stesso mese del 2025.

 

Focalizzandoci esclusivamente sui voli di linea, i passeggeri trasportati sono stati 24.934, con un incremento del +22,76% sul 2025 e un ragguardevole +26,66% rispetto al dato pre-pandemico del 2019.

Londra traina, ma il "Resto del Regno Unito" accelera

 

Il "Sistema Londra" si conferma il fulcro delle operazioni, intercettando il 72,58% del traffico di linea totale (18.097 passeggeri). Tuttavia, è interessante notare come i collegamenti con il resto del Regno Unito stiano crescendo a un ritmo proporzionalmente superiore: +31,38% rispetto a gennaio 2025 (6.837 pax contro 5.204).

 

  • London Gatwick: Si conferma la rotta regina in termini di volumi assoluti, con 11.770 passeggeri (+23,18%).
  • London Stansted: Ottima performance con 6.327 passeggeri (+13,94%).
  • Birmingham: Crescita moderata (+2,82%) per un totale di 3.137 viaggiatori.

 Load Factor: luci a Londra, il "caso" Manchester e l'effetto start-up su Bristol

 

Se i volumi assoluti sorridono, l'analisi qualitativa dei coefficienti di riempimento (Load Factor) ci mostra uno scenario più sfaccettato. Il dato medio totale dei voli di linea si attesta al 72,97%, in flessione di 2,14 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

 

Questa flessione non riguarda certo le rotte londinesi, che godono di ottima salute: Stansted vola a un eccellente 86,93% di riempimento (+10,47 punti sul 2025), mentre Gatwick sfiora l'80% (+5,53 punti).

 

Il calo del dato medio è invece da imputarsi principalmente alle rotte regionali e, in particolare, al drastico calo del Load Factor su Manchester, che si ferma al 50,53% (-19,92 punti percentuali rispetto al 2025).

 

È fondamentale, però, leggere questo dato nel modo corretto: non si tratta di un crollo della domanda (i passeggeri reali sono saliti da 2.153 a 2.850), bensì del risultato fisiologico di un forte eccesso di offerta. I posti messi in vendita su Manchester sono infatti quasi raddoppiati, passando dai 3.056 del gennaio 2025 ai ben 5.640 di quest'anno. Questo capacity dumping è dovuto in larga parte alla partenza della nuova rotta operata da easyJet, che ha inevitabilmente diluito i riempimenti generali in attesa che il mercato locale assorba la nuova, massiccia disponibilità di sedili.

 

Inoltre, sulla stessa rotta, in gennaio è stata operata una catena charter da parte di TUI che ha invece fatto registrare un load factor altissimo (94%), segno dell’alta richiesta di pacchetti vacanze da parte dell’utenza del Nord Ovest dell’Inghilterra.

 

Da segnalare, infine, il debutto della rotta su Bristol, che registra un fisiologico 38,60%: un LF prevedibile per una fase di start-up in pieno regime invernale.

 

Il comparto Charter

 

Un breve cenno merita anche il traffico charter, storicamente cruciale a gennaio per i flussi di sciatori britannici verso le nostre montagne. Anche qui il segno è decisamente positivo: i passeggeri sono stati 13.869, in netto aumento rispetto ai 10.078 del gennaio 2025, confermando l'attrattiva del territorio nel segmento del turismo bianco.

 

Il riassunto

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