L'Obiettivo sul "Tornado": Genesi, Evoluzione e Livree dell'Icona dell'Aeronautica Militare Italiana
di Marco Morbioli
Per chiunque abbia mai puntato un teleobiettivo verso il cielo negli ultimi quarant'anni, il Panavia Tornado rappresenta molto più di un semplice aereo da caccia. Il rombo profondo dei suoi motori Turbo-Union RB199 che ti vibra nel petto, l'inconfondibile ala a geometria variabile, il profumo di cherosene JP8 e i massicci inversori di spinta aperti in atterraggio: il Tornado è un'esperienza sensoriale prima ancora che fotografica.
In Italia, l'Aeronautica Militare ha saputo vestire questa icona (affettuosamente chiamata "Tonka" dagli appassionati) con livree che hanno segnato epoche diverse. Oggi, con la transizione verso i caccia di quinta generazione F-35 ormai in fase avanzata al 6° Stormo di Ghedi, immortalare i Tornado superstiti è una corsa contro il tempo.
Ripercorriamo la storia del "Tonka" italiano, partendo dal tavolo da disegno per arrivare a capire cosa cercare nel mirino e come valorizzare al meglio ogni scatto.
1. Dal Tavolo da Disegno al Cielo: Il Progetto MRCA
Per capire l'estetica unica e brutale del Tornado, bisogna tornare alla fine degli anni '60. L'Europa era in piena Guerra Fredda e serviva un aereo in grado di sopravvivere in uno spazio aereo densamente difeso, volando sotto la copertura radar nemica a velocità supersoniche, per poi colpire con estrema precisione.
Italia, Regno Unito e Germania Ovest unirono le forze nel 1968 fondando il consorzio Panavia, dando vita al programma MRCA (Multi-Role Combat Aircraft). L'obiettivo era ambizioso: sostituire più velivoli diversi (tra cui il leggendario e problematico F-104 Starfighter) con un'unica piattaforma multiruolo. L'industria italiana, tramite l'allora Aeritalia (oggi diventata Leonardo), ebbe un ruolo cruciale, assumendosi la responsabilità dello sviluppo e della costruzione delle ali.
Le Sfide Ingegneristiche: Cosa vediamo nel mirino
Sviluppare il Tornado fu un incubo ingegneristico che generò soluzioni tecniche rivoluzionarie, ognuna delle quali ha un impatto diretto su come fotografiamo l'aereo oggi:
• L'Ala a Geometria Variabile: I requisiti operativi erano, paradossalmente, in antitesi. L'aereo doveva volare a Mach 1.2 a bassissima quota (richiedendo ali a freccia molto accentuata per ridurre la resistenza e l'impatto delle turbolenze) e allo stesso tempo decollare e atterrare su piste corte e danneggiate (richiedendo ali dritte e grande portanza). La soluzione fu l'ala a geometria variabile, in grado di muoversi da 25° a 67°.
• Per il fotografo: Questa caratteristica rende il Tornado camaleontico. A 25° (ali aperte) l'aereo appare quasi tozzo, con gli enormi piloni subalari (che ruotano per rimanere allineati al flusso d'aria) ben visibili. A 67° (ali a freccia massima) si trasforma in un dardo aggressivo, con una silhouette a delta inconfondibile e perfetta per gli scatti ad alta velocità.
• I Motori RB199 e gli Inversori di Spinta: Sviluppare un motore per queste specifiche fu difficilissimo. Il consorzio Turbo-Union creò l'RB199, un turbofan a tre alberi estremamente compatto. La vera particololarità visiva, rarissima su un caccia, sono gli inversori di spinta (thrust reversers) "a conchiglia".
• Per il fotografo: È il momento clou dell'atterraggio. Quando i grossi "secchielli" neri si chiudono sullo scarico, convogliando i gas roventi in avanti e di lato, sollevano nuvole d'acqua o polvere dalla pista. Fotografare frontalmente un Tornado in atterraggio con gli inversori attivati garantisce uno scatto drammatico (che però, al momento, non ho mai avuto la fortuna di farlo).
• Il Muso e il Volo Cieco: L'esigenza di volare a 30 metri da terra di notte e con qualsiasi meteo portò allo sviluppo di un sofisticato radar TFR (Terrain Following Radar), integrato insieme al radar di mappatura (una mappa a colori viene proiettata in uno “schermo” davanti al pilota, un sistema innovativo negli anni in cui venne introdotto).
• Per il fotografo: Questo doppio sistema radar è il motivo per cui il muso del Tornado (il radome) ha quella caratteristica forma asimmetrica e leggermente inclinata verso il basso, che gli conferisce un'espressione quasi "imbronciata" rispetto ai nasi affusolati degli aerei americani contemporanei.
2. L'Epoca d'Oro: La Mimetica NATO e i Colori Accesi
Quando il Tornado IDS (Interdiction Strike) entrò in servizio nei primi anni '80 (assegnato inizialmente al 154° Gruppo del 6° Stormo), vestiva la classica e aggressiva Mimetica NATO, molto diffusa (ed efficace) tra i velivoli di altre nazioni europee.
• Colori: Un pattern avvolgente (wraparound) in verde scuro e grigio scuro, che copriva anche il ventre dell'aereo. I radome erano neri o grigio scuro, accentuando la tozzaggine del frontale. Le coccarde Tricolori erano ad alta visibilità e i numeri di reparto sulle fiancate erano di un bianco candido e di grandi dimensioni.
• Resa Fotografica: Questa livrea era un sogno per la fotografia dinamica a bassa quota (low-level). Incastonato sullo sfondo delle montagne italiane, il Tornado mimetico restituiva un senso di pura potenza tattica. Catturare i riflessi della luce sui lucidi serbatoi subalari verde scuro rimane un classico di quell'epoca.
3. Il Battesimo del Fuoco: L'Operazione Locusta (1991)
La Guerra del Golfo segnò il primo impiego operativo del Tornado italiano. Per adattarsi al teatro mediorientale, le macchine subirono un rapido e affascinante “make up”.
• Colori: Venne applicata una vernice color sabbia/giallo deserto direttamente sopra la mimetica standard. In molti casi, il muso nero originale e la base della deriva rimasero invariati, creando un contrasto pazzesco, e facendo intravedere i colori originali nelle parti più usurate della nuova colorazione.
• Resa Fotografica: I Tornado di "Locusta" sono leggendari per il loro weathering (usura). La vernice sabbia tendeva a scrostarsi rapidamente a causa delle alte velocità, rivelando a chiazze la mimetica sottostante. Fotografare questi dettagli al rientro dalla missione offriva spunti unici per scatti a terra e i close-up.
4. L'Intermezzo della Difesa Aerea: I Tornado ADV
Tra il 1995 e il 2004, l'Italia prese in leasing dalla RAF britannica 24 Tornado ADV (Air Defence Variant) per colmare il divario nella difesa aerea in attesa dell'Eurofighter, riequipaggiando il 12° e il 21° Gruppo.
Questi velivoli differivano enormemente per via del muso allungato (necessario per il radar d'intercettazione Foxhunter) e sfoggiavano una livrea grigio chiaro da superiorità aerea (il tipico Barley Grey britannico).
• Resa Fotografica: Il grigio chiaro offriva un eccellente contrasto con i cieli azzurri saturi, evidenziando le linee aerodinamiche più "snelle" della variante ADV. Spettacolare era fotografarli dal basso con i missili aria-aria Skyflash semi-incassati sotto la fusoliera.
5. L'Era Moderna: Il Grigio Low-Viz e la Variante ECR
Con gli aggiornamenti MLU (Mid-Life Update), l'intera flotta ha adottato lo standard attuale, che include anche la specializzata variante ECR (Electronic Combat/Reconnaissance) del 155° Gruppo, ottimizzata per la distruzione delle difese aeree nemiche.
• Colori: Una livrea monogrigio opaco a bassa visibilità (low-viz), con insegne, coccarde e codici di reparto "spenti" (grigio su grigio) e rimpiccioliti.
• Resa Fotografica: È la sfida più grande. Il grigio opaco appiattisce i volumi se la luce non è perfetta. La chiave qui è scattare durante la golden hour o in condizioni di forte umidità: il grigio uniforme fa risaltare in modo drammatico le "nuvole" di condensa che si formano sull'ala a geometria variabile e sulle prese d'aria durante le manovre ad alti G.
6. Il Sogno di Ogni Spotter: Le Livree "Special Color". Ricordiamone alcune
L'Aeronautica Militare Italiana vanta una tradizione impareggiabile per i velivoli celebrativi. Tra i più iconici per i nostri obiettivi:
• I Diavoli Rossi (154° Gruppo): Memorabili le code rosso fuoco con il diavolo sorridente, e assolutamente mozzafiato il Tornado completamente argentato e rosso realizzato per i 40 anni del velivolo a Ghedi.
• I "Paperi" (102° Gruppo): Celebri per le livree commemorative ricche di dettagli gialli, spesso con spettacolari design sul dorso e le rappresentazioni del "Paperino" incacchiato.
• Le Pantere Nere (155° Gruppo): I Tornado ECR hanno sfoggiato livree "Total Black" o con enormi teste di pantera graffianti diventate oggetti di culto nel mondo dello spotting.
• Reparto Sperimentale Volo (311° Gruppo): Ineguagliabili le livree nero-arancio, o quella storica dorata e nera, usate dal RSV di Pratica di Mare. Essendo pensate per le dimostrazioni in volo, presentano pattern geometrici che creano effetti ottici spettacolari durante i tonneau.
• Il Reparto Sperimentale Volo e l'Iconica Livrea "Special" per i 60 anni:
Un capitolo a parte lo merita il 311° Gruppo del Reparto Sperimentale Volo (RSV) di Pratica di Mare. Le macchine del RSV sono affascinanti da fotografare per via della lunga e inconfondibile sonda anemometrica (pitot) a strisce bianche e arancioni installata sul muso per i test.
Tuttavia, quando si parla di RSV e "Special Color", la mente della community vola subito alla spettacolare livrea creata per il 60° Anniversario del 311° Gruppo. Sebbene questa livrea (matricola CSX7041) sia stata presentata originariamente a fine 2016 e abbia volato intensamente nei cieli d'Europa nel 2017 (famosissime le sue esibizioni in Inghilterra e a Grosseto), ha vissuto un vero e proprio boom di notorietà e "seconda giovinezza" proprio nel 2020. In quell'anno, la celebre casa di modellismo Italeri rilasciò e promosse in tutto il mondo il kit ufficiale di questa specifica livrea, inondando i forum di aviazione, fotografia e modellismo con le foto di questo capolavoro e legando indissolubilmente questo velivolo al 2020 nell'immaginario di molti appassionati.
• Colori e Design: Il velivolo fu verniciato interamente in un elegantissimo blu notte/nero scuro lucido. Sul dorso e sulle ali a geometria variabile si aprivano delle enormi e dinamiche ali d'aquila stilizzate in argento e azzurro, con un massiccio numero "311" che dominava la spina dorsale.
• La Resa Fotografica: Fotografare il CSX7041 era una sfida tecnica a causa dei forti riflessi sulla vernice molto scura, ma garantiva risultati epici. Durante le manovre acrobatiche positive, con il dorso a favore di camera, il disegno geometrico delle ali argentate combaciava con l'angolazione delle ali vere, creando un'illusione ottica mozzafiato e facendolo sembrare un uccello rapace in picchiata.
• 40 anni del Panavia Tornado in Aeronautica Militare: è uno dei "vestiti" celebrativi più iconici e ammirati nella storia dell'Aeronautica Militare Italiana. È stata realizzata nel 2022 per festeggiare il quarantesimo anniversario dell'entrata in servizio del velivolo in Italia (1982-2022).
Ecco i dettagli principali di questo capolavoro di design aeronautico:
Il Design: Un Ponte tra Passato e Futuro
La livrea, applicata su un Tornado IDS (Interdiction Strike) del 6° Stormo di Ghedi (BS), non è solo estetica, ma racconta una storia attraverso i colori:
• La mimetica "Old Style": La parte superiore della fusoliera e delle ali riprende la storica colorazione NATO "mimetica" (verde e grigio scuro a macchie) che i Tornado indossavano negli anni '80 e '90, prima del passaggio all'attuale grigio monogrigio a bassa visibilità.
• Il Giallo del "Diavolo": Sulla deriva (la pinna verticale di coda) campeggia un enorme Diavolo Rosso su sfondo giallo, simbolo storico del 6° Stormo.
• Dettagli celebrativi: Sulla coda è presente la scritta "40°" e le date "1982-2022". Inoltre, il ventre dell'aereo richiama il colore alluminio tipico dei primi esemplari consegnati.
Simbolismo e Reparti
Sebbene l'aereo sia stato presentato a Ghedi (la casa dei "Diavoli Rossi"), la livrea celebra l'impiego del Tornado in tutti i reparti che lo hanno avuto in dotazione:
• 6° Stormo (Ghedi)
• 36° Stormo (Gioia del Colle)
• 50° Stormo (Piacenza - ora soppresso)
• Reparto Sperimentale di Volo (Pratica di Mare)
Il Tornado è stato il pilastro della difesa e dell'attacco dell'Italia per quattro decenni, partecipando a tutte le principali operazioni internazionali (dalla Guerra del Golfo nel 1991 fino ai conflitti più recenti). Questa livrea è stata un modo per onorare un velivolo che sta lentamente lasciando il posto all'F-35 Lightning II.
Il velivolo celebrativo (spesso identificato con la matricola MM7059) è diventato immediatamente una "star" tra i fotografi e gli appassionati di aviazione, partecipando a diversi airshow e sorvoli commemorativi.
• La livrea italiana (6° Stormo di Ghedi) per i 50 anni dal primo volo: per i 50 anni del Tornado(1974-2024), le celebrazioni sono state ancora più spettacolari, poiché ricorrono i cinquant'anni dal primo volo assoluto del prototipo (avvenuto il 14 agosto 1974 a Manching, in Germania).
Presentata a settembre 2024, la livrea italiana per il cinquantenario è stata applicata su ben due esemplari (uno dei quali con matricola MM7051, Tornado in versione ECR, MM7067, Tornado in versione IDS).
Destinato a rimanere esposto presso l'aeroporto di Piacenza San Damiano è il Tornado ECR con matricola MM7051 (codice di linea 6-72).
La scelta di Piacenza non è affatto casuale, ed ecco perché: L'aeroporto di Piacenza è stato per decenni la "casa" dei Tornado ECR del 50° Stormo (le famose "Pantere Nere" del 155° Gruppo), prima che il reparto venisse trasferito a Ghedi nel 2016.
L'esemplare MM7051 è stato accantonato proprio a Piacenza perché l'aeroporto è diventato il Distaccamento Aeroportuale di Piacenza, sede del Nucleo Valorizzazione Patrimonio Storico Aeronautico. In pratica, è il polo d'eccellenza dove l'Aeronautica Militare restaura e conserva i velivoli che hanno fatto la storia.
La livrea è di un design "multi-epoca" che divide idealmente il velivolo in sezioni, ognuna dedicata a una fase della sua vita:
• Il Muso (Prototipo): La parte anteriore richiama il bianco e il rosso del prototipo P.05, il primo a volare in Italia nel 1975.
• La Fusoliera (Mimetica e Desert): La sezione centrale è divisa tra la classica mimetica NATO (verde/grigio) degli anni '80 e la colorazione "Sabbia" (conosciuta come livrea Locusta), usata durante la prima Guerra del Golfo nel 1991.
• La Coda (Low Visibility): La parte posteriore sfuma nell'attuale grigio a bassa visibilità, con il logo del 50° Anniversario e i simboli dei vari Gruppi Volo che hanno operato il Tornado (102°, 154°, 155° e 156°).
7. L'Occhio per i Dettagli: Carichi Esterni e Pod
Un aereo militare "pulito" è elegante, ma un aereo "carico" racconta una storia. Il Tornado offre configurazioni esterne che arricchiscono enormemente lo scatto:
• I "Bestioni" (Serbatoi): I due enormi serbatoi subalari da 1500 litri (spesso con le alette posteriori asimmetriche, chiamate Hindenburger) sono la firma visiva del Tornado in pattugliamento.
• I Pod di Autodifesa: Sulle stazioni alari esterne, non mancano mai il pod lanciatore di chaff/flare BOZ-102 (a destra) e il pod di contromisure elettroniche Sky Shadow (a sinistra). Aggiungono asimmetria e complessità tecnologica alla silhouette.
• L'Armamento: Sui Tornado ECR, i missili antiradiazione AGM-88 HARM (bianchi, lunghi e affusolati) sotto la fusoliera certificano la missione SEAD. Sugli IDS, catturare i pod da ricognizione Reccelite o i grandi missili da crociera Storm Shadow trasforma la foto in un documento operativo.
Consigli Pratici: Le "Tane" del Tonka
Se vuoi fotografare il Tornado italiano oggi, l'epicentro è l'Aeroporto di Ghedi (Brescia). Sede del 6° Stormo, raggruppa tutti i gruppi di volo operativi su Tornado (102°, 154°, 155°). Gli appostamenti lungo il perimetro (rispettando rigorosamente le zone off-limits militari) offrono ottime visuali.
Il consiglio del fotografo: Per catturare la potenza del Tornado, il tempo di scatto è tutto. Se la mano è abbastanza ferma, quando l'aereo tocca pista, abbassa il tempo (es. 1/250s o 1/160s) e segui l'aereo in panning. Catturerai i famosi inversori di spinta aperti a conchiglia perfettamente a fuoco, isolando l'aereo su uno sfondo piacevolmente mosso.
Il Panavia Tornado si avvia verso il crepuscolo della sua vita operativa. Ogni scatto portato a casa oggi non è solo una bella immagine, ma un frammento di storia dell'Aeronautica Militare Italiana che viene preservato per le generazioni future.
Buona luce a tutti noi spotter, e muoviamoci, il Tornado è prossimo alla pensione!
Le nostre gallerie di immagini:
Aeroporto di Verona - https://www.pitispotterclub.it/foto-verona-airport/militari-aeronautica-militare-italiana/tornado/
Altri Aeroporti - https://www.pitispotterclub.it/foto-altri-aeroporti/italia/militari-aeronautica-militare-panavia-tornado/
































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Angelo (venerdì, 10 aprile 2026 09:01)
Bravo Marco. Eccellenza nelle parole, meraviglia negli scatti. Un abbraccio ✌️ �