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Aviostorie: Avient Aviation - l’ombra di una cargo africana nel cielo che cambia

Avient Aviation - l’ombra di una cargo africana nel cielo che cambia

 

 

Oggi, alzando gli occhi al cielo o spulciando le app di flight-tracking, siamo abituati a vedere flotte cargo composte da centinaia di asettici Boeing 777F o 747-8, tutti ordinatamente dipinti nelle livree dei colossi della logistica globale. Ma se riavvolgiamo il nastro di un paio di decenni, il panorama del trasporto merci aereo era molto più "ruvido", popolato da compagnie di nicchia, spesso dal sapore esotico, che operavano velivoli iconici e tenevano in vita le arterie commerciali verso le destinazioni più complesse del pianeta. Tra questi operatori, un posto di rilievo spetta ad Avient Aviation, una compagnia che ha unito il cuore dell'Africa agli hub commerciali d'Europa e d'Asia, fino a quando le turbolenze finanziarie e operative non ne hanno decretato la fine.

Fondazione e Contesto Storico

 

Le radici di Avient Aviation risalgono al 1993, quando la compagnia venne formalmente fondata con sede centrale a Harare, nello Zimbabwe. Fin dal principio, la sua struttura era atipica e specchio della globalizzazione rampante: sebbene registrata nel continente africano (con i prefissi di registrazione "Z-"), il vero cervello commerciale e operativo pulsava in Europa.

 

Nel 2001, sotto la guida del CEO Andrew Smith, venne istituito l'ufficio vendite nel Regno Unito, a Crawley, mentre il centro nevralgico per le operazioni nell'Europa continentale fu stabilito all'aeroporto di Liegi (LGG) in Belgio, da sempre snodo cruciale per i voli freight. Questa natura ibrida anglo-africana permise ad Avient di sfruttare le licenze e i costi dello Zimbabwe, agganciandosi al contempo ai ricchi contratti del mercato logistico europeo.

Core Business e Rete Operativa

Avient non era il classico corriere espresso. Il suo core business si concentrava sui carichi voluminosi, pesanti (outsize cargo) e sulle missioni a contratto per il trasporto di attrezzature minerarie, petrolifere, aiuti umanitari e forniture militari per le Forze di Difesa dello Zimbabwe.

Il Network e i Mercati

Al suo apice, intorno al 2009, Avient serviva circa 12 destinazioni regolari, oltre a un'infinita serie di voli charter ad-hoc. La compagnia operava principalmente da due grandi hub:

·    Liegi (Belgio) per il mercato europeo.

·    Sharjah (Emirati Arabi Uniti) per le connessioni verso il Medio Oriente e l'Asia.

Da queste basi, i trimotori della compagnia si irradiavano verso le destinazioni più strategiche dell'Africa sub-sahariana: Lagos, Bamako, Ouagadougou, Brazzaville, Entebbe e Khartoum. Il modello operativo era flessibile: l'obiettivo non era la frequenza giornaliera su rotte fisse, ma la massimizzazione del payload su voli bisettimanali o charterizzati, garantendo collegamenti essenziali per infrastrutture africane che spesso mancavano di alternative.

L'Evoluzione della Flotta: Dai Fumosi DC-8 ai Trimotori

La storia della flotta Avient è una lettera d'amore per i puristi dell'aviazione old school, basata sull'acquisizione di cellule mature di seconda (o terza) mano, convertite in cargo per abbattere i costi di capitale.

1.  Gli Esordi e l'Il-76: Nei primi anni, l'ossatura era formata da classici Douglas DC-8-60/70F e da un infaticabile Ilyushin Il-76TD, perfetto per le piste semi-preparate del continente africano.

2.  L'Era del DC-10: Con l'aumento della domanda, la compagnia fece un salto di qualità acquisendo fino a quattro McDonnell Douglas DC-10-30F. Questi aerei wide-body diventarono il volto di Avient negli anni 2000, capaci di trasportare carichi pesanti su tratte intercontinentali.

3.  Il Passaggio all'MD-11 e la Tragedia: Inizialmente la dirigenza aveva valutato gli Airbus A330 per svecchiare la flotta, ma decise infine di puntare sull'evoluzione naturale del DC-10: il McDonnell Douglas MD-11F. La transizione, tuttavia, fu segnata da una tragedia indicibile.

Il 28 novembre 2009, ad appena otto giorni dalla consegna del primo MD-11F (marche Z-BAV, ex Varig Logistica), il volo Avient Aviation 324 si schiantò durante il decollo dall'Aeroporto Internazionale di Shanghai-Pudong. A causa di una mancata erogazione della corretta spinta di decollo (e conseguente rotazione fallita), l'aereo oltrepassò la pista di 400 metri distruggendosi contro un edificio e prendendo fuoco. Tre dei sette membri dell'equipaggio persero la vita. Questo evento segnò un punto di rottura psicologico e materiale per l'azienda.

La Crisi e la Fine delle Operazioni

Il disastro di Shanghai fu solo l'inizio di una turbolenza da cui Avient non sarebbe più uscita. Il collasso della compagnia fu il risultato di una combinazione fatale di fattori:

  • ·La crisi finanziaria globale (2008-2010): Il crollo verticale della domanda di cargo aereo colpì duramente gli operatori charter. I contratti redditizi si assottigliarono, e mantenere in volo aerei affamati di carburante (con un'età media di quasi 30 anni) divenne insostenibile.
  • Problemi politici ed economici: L'iperinflazione e l'instabilità in Zimbabwe complicarono enormemente le operazioni e l'immagine aziendale.

Entro il 2012, Avient fu costretta a tagliare le rotte di linea, relegando la flotta a sporadici voli charter e riducendo drasticamente la capacità. L'agonia culminò il 5 aprile 2013, quando la divisione vendite britannica (Avient Ltd) entrò formalmente in amministrazione controllata per insolvenza, schiacciata da perdite catastrofiche.

Ci fu un disperato tentativo di salvataggio: i direttori crearono un'entità succedanea chiamata AV Cargo Airlines per assorbire i contratti e mantenere in volo gli MD-11 rimanenti. Tuttavia, anche questa operazione ebbe vita breve, naufragando poco dopo senza riuscire a imporsi sul mercato.

Il Destino degli Aerei

La fine della compagnia significò anche la dispersione o la rottamazione della sua storica flotta:

  • I DC-10-30F: Ritirati gradualmente tra il 2010 e il 2013, vennero in gran parte venduti per lo scrap(smantellamento) per recuperarne le parti di ricambio, data la loro elevata età operativa.
  • Gli MD-11F: L'esemplare Z-BVT, che continuò a operare sotto il vessillo di AV Cargo, finì per essere bloccato a terra all'aeroporto di Zurigo nel marzo 2013 per questioni di manutenzione e insolvenze, segnando la triste immagine finale di una compagnia che non aveva più risorse per far volare i propri aerei. Furono in seguito riposizionati e in gran parte avviati allo smantellamento presso i boneyard internazionali o assorbiti da società di leasing per il recupero crediti. 

Avient Aviation resta oggi una case history affascinante per gli storici dell'aviazione: un ponte aereo che ha unito il pragmatismo europeo alle esigenze brutali del continente africano, caduto vittima delle dinamiche implacabili della logistica moderna

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