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Il PSC sul canale Youtube "Knotsairspeed"

 

Dentro il mondo segreto degli Spotter: L'intervista a Marco Morbioli del Piti Spotter Club

 

Avete mai notato persone armate di macchine fotografiche e teleobiettivi appostate ai margini degli aeroporti, intente a scrutare il cielo? Sono gli spotter, appassionati di aviazione che dedicano il loro tempo libero a immortalare velivoli di ogni genere. Per capire meglio chi sono e cosa fanno, il canale YouTube Knotsairspeed ha intervistato Marco Morbioli, presidente del Piti Spotter Club (PSC) di Verona, in un affascinante video dal titolo "Chi sono davvero gli spotter?".

 

Ecco i punti salienti emersi da questa chiacchierata.

 

Chi sono e cosa fanno gli spotter?

 

L'attività dello "spotting" affonda le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale. Come spiega Morbioli [00:53], il fenomeno è nato in Gran Bretagna, quando alla popolazione venivano distribuiti degli opuscoli con le sagome degli aerei per aiutare l'esercito a identificare eventuali velivoli nemici in avvicinamento. Col tempo e con la fine dei conflitti, questa pratica si è evoluta: oggi lo spotter non si limita più ad appuntare le matricole su un taccuino, ma si dedica alla fotografia aeronautica, unendo la passione per il volo a quella per l'immagine [02:09].

 

La nascita del Piti Spotter Club

 

Il Piti Spotter Club è nato ufficialmente l'11 novembre 2011 [03:37], istituzionalizzando un gruppo di amici e appassionati che già da tempo si ritrovavano ai margini dell'Aeroporto di Verona-Villafranca. E il nome? È particolarmente curioso. Come racconta Morbioli, la parola "Piti" è un termine dialettale veronese per indicare i tacchini, in quanto il loro storico punto di ritrovo sorgeva proprio accanto a un allevamento di tacchini adiacente alla pista dell'aeroporto [05:03]. Oggi l'associazione è conosciuta anche con l'acronimo più istituzionale PSC Verona.

 

Collaborazioni con le grandi Compagnie Aeree

 

Sebbene l'associazione non abbia scopo di lucro, la serietà e la dedizione dei suoi membri hanno attirato l'attenzione di grandi realtà aeronautiche. Il PSC vanta numerose collaborazioni [08:02]:

 

  • Air Dolomiti: Il club ha lavorato attivamente con la compagnia per documentare il loro 25° anniversario, seguendo l'equipaggio durante un'intera giornata di lavoro in cabina [09:12] e documentando le manutenzioni notturne [10:11].

  • Lufthansa: Sono stati invitati a presentare la loro realtà extra-lavorativa a personale della compagnia proveniente da tutta Europa, per mostrare come la passione per l'aviazione si traduca nell'attività di spotting [10:17].

  • AlbaStar: Hanno svolto attività in volo direttamente dalla cabina di pilotaggio per un'intera giornata operativa [11:49].

Il rapporto con la Sicurezza Aeroportuale

 

Uno dei passaggi più interessanti dell'intervista riguarda il rapporto tra gli spotter e le autorità. Se negli anni '90 c'era una dinamica da "guardie e ladri" e la fotografia ai margini delle reti non era ben vista [12:51], oggi le cose sono drasticamente cambiate. L'associazione si è presentata ufficialmente alle istituzioni aeroportuali: oggi i membri indossano giubbotti ad alta visibilità e fungono quasi da "occhi in più" per la sicurezza dell'aeroporto, potendo segnalare eventuali anomalie o comportamenti sospetti nei pressi delle recinzioni perimetrali [15:28].

 

Gli scatti più incredibili

 

In anni di attività, Morbioli e il suo gruppo hanno fotografato di tutto: rifornimenti in volo a bordo di aerei cisterna militari, voli in formazione con le Frecce Tricolori [16:48] e persino, quasi per caso, un incidente aereo sfiorato sulla pista di Innsbruck a causa di un calcolo errato durante la rotazione di decollo di un jet privato russo, che ha portato l'aereo a urtare le luci di fine pista [17:03].

 

Come diventare uno Spotter?

 

L'approccio del Piti Spotter Club è all'insegna della massima umiltà e inclusione. Morbioli sottolinea che per iscriversi non serve essere fotografi professionisti [19:54]. Anzi, consiglia di iniziare a piccoli passi: basta un semplice smartphone o una fotocamera base per capire se si ha veramente la passione [24:34]. Solo successivamente, se l'interesse cresce, vale la pena investire in attrezzature più costose (come fotocamere professionali o teleobiettivi da 600-800mm).

 

L'obiettivo dell'associazione rimane sempre uno: condividere la passione per l'aviazione in modo sano, sicuro e collaborativo.

 

Per ascoltare l'intervista completa e scoprire tutti i retroscena e i fuori onda, puoi guardare il video originale su YouTube qui: https://youtu.be/93Dt08EH3hk

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